preparazione dell'ayahuasca in Perù

Il ‘giusto’ prezzo dell’ayahuasca in Italia

Uno degli argomenti più dibattuti nel mondo dell’ayahuasca è quale debba essere il giusto costo delle sessioni in cui viene utilizzata. Senza neanche scendere troppo nei particolari – senza quindi chiedersi ‘come’ venga usata, da chi, e perché – molti sostengono che l’ayahuasca dovrebbe essere di libero accesso e non costare nulla.

Altri, altrettanto sommariamente, prendendo a pretesto il fatto che nella nostra società tutto si paga, che qualsiasi professione è remunerata, che l’introduzione dell’ayahuasca nei paesi europei non è priva di costi e di rischi, si schierano dalla parte della fazione dell’ayahuasca a pagamento.

Ma pochi si cimentano nel cercare di quantificare il ‘giusto prezzo’ dell’ayahuasca.

In un articolo apparso verso la fine del 2015 come mónito riguardo ad alcune storture riscontrate nel mondo dell’ayahuasca in Europa, un apprendista di medicina tradizionale amazzonica spagnolo suggeriva che il prezzo giusto per una seduta di ayahuasca dovrebbe aggirarsi intorno ai 30-40 euro.

Un approfondimento preliminare necessario

Detta così sembra tuttavia un’affermazione troppo generica, si devono infatti prendere in considerazione diversi fattori, per stabilire il giusto costo di una sessione. La prima domanda che dovremmo farci è per COSA stiamo pagando?

  • Stiamo pagando per consumare l’ayahuasca in sé, come sostanza/prodotto?
  • Stiamo pagando per il servizio che il curandero/facilitatore offre, come qualsiasi professionista di salute olistica?
  • Stiamo pagando per essere ospitati in una struttura ricettiva che ha i suoi propri costi di vitto e alloggio?
  • Stiamo pagando per la possibilità di fare un’esperienza spirituale?

Il consumo di ayahuasca può infatti avvenire in modalità, luoghi e condizioni estremamente diverse tra loro. Stando alle più recenti ricerche in campo tossicologico le modalità di uso dell’ayahuasca riscontrabili in Italia sono quattro1):

  • Il primo tipo è l’utilizzo come sacramento durante la pratica di rituali religiosi all’interno si culti sincretici (Santo Daime, UDV e simili)
  • Il secondo è quello degli ‘psiconauti’, individui che sperimentano in solitario dopo essersi procurati il decotto in vari modi
  • Il terzo è all’interno di cerimonie di cura di stampo tradizionale, sia nella foresta che fuori, in quello che viene chiamato ‘vegetalismo interculturale
  • Il quarto è durante eventi di stampo new-age in cui i partecipanti e gli organizzatori mischiano il consumo di ayahuasca con altre pratiche spirituali e/o forme terapeutiche olistiche (yoga, reiky, qi gong…)

Come si vede bene, a seconda dell’ambito in cui ci troviamo di volta in volta, è necessario operare una distinzione sul ‘giusto prezzo’ da pagare di fronte all’esperienza offerta.
Analizziamoli uno per uno chiedendoci PER COSA stiamo pagando, in ognuno di essi.

I culti religiosi

ayahuasca e chacruna
Ayahuasca e Chacruna (Jagube e Rhaina) con il cruzeiro simbolo del Santo Daime

Il tipo di offerta a sfondo religioso è, per sua natura e per dichiarazione esplicita degli attori in ballo – e così deve essere anche a nostro avviso -, senza scopo di lucro.

Le chiese del Santo Daime e dell’UDV solitamente chiedono ai convitati solo una cifra simbolica come rimborso spese, per coprire l’affitto delle sale in cui si svolge il culto, i viaggi necessari per procurarsi il sacramento e per varie altre spese organizzative. Può trattarsi anche di spese comprendenti vitto e alloggio, se le celebrazioni si svolgono nell’arco di più giorni. Ma in ogni caso tutto è rivolto alla volontà di accogliere chiunque voglia partecipare, senza che il denaro rappresenti una forma di discriminazione.

Queste associazioni inoltre non fanno né proselitismi né pubblicità. Il loro scopo è riuscire ad accogliere chiunque ‘senta la chiamata’, senza forzare o spingere alcuno. In questi ambienti il costo si attesta solitamente tra i 30 e i 60 euro, con la possibilità di sconti e agevolazioni per chi non si può permettere di pagare l’intero prezzo.

Gli psiconauti

Il secondo ambito, quello degli ‘psiconauti’, che consumano il decotto in solitario, ha a disposizione due modalità per procurarsi l’ayahusca:

  • Comprare gli ingredienti su internet e poi cucinare il decotto in casa
  • Ricevere a casa direttamente il decotto già pronto

La prima strada è di solito la preferita dagli psiconauti, che sono per lo più persone che si informano attentamente in internet, dove ormai si trovano moltissimi resoconti su come cucinare l’ayahuasca o i suoi analoghi. In questo modo riescono a calibrare sia la concentrazione finale sia i singoli ingredienti. Per questo tipo di ricercatori il costo finale di un litro di ayahuasca si aggira intorno ai 100 euro.

dovrei bere ayahuasca da solo?
Perché non è raccomandabile bere ayahuasca da soli?

Chi sceglie la seconda strada ha la vita meno facile, sia perché l’ayahuasca già pronta è più facile da intercettare da parte della polizia postale, sia perché ha dei costi più elevati a causa del business che è fiorito intorno ad essa nei paesi di cui è originario il decotto: i prezzi possono andare dai 250/300 euro fino ai 600 nei casi più estremi, per un litro di ayahuasca.

Ma, considerando l’effettivo lavoro necessario alla cottura, il costo delle materie prime e la spedizione, il prezzo finale dovrebbe essere non più di 200 €, spedizione compresa. Esistono ‘imprese’ che direttamente dal Perù o dal Brasile spediscono bottiglie di ayahuasca ai compratori europei o americani. Queste imprese, lavorando in paesi in cui la materia prima è facilmente reperibile e grazie ai vantaggi del cambio di moneta, hanno dei costi di produzione molto bassi. Tuttavia, a causa della crescente domanda, e della facilità con cui gli stranieri pagano cifre più elevate, anche comprare l’ayahuasca nei paesi di origine non ha più un costo equo, e si raggiungono spesso anche in questi casi i 100 euro per litro2).

Le cerimonie di cura sciamaniche

Questa modalità di consumato non dovrebbe avere problemi legati all’acquisto, perché solitamente uno sciamano raccoglie e cucina da solo la sua ayahuasca. Tuttavia, anche qui, il modello di mercato importato dagli occidentali ha modificato il modo tradizionale con cui gli sciamani si approvvigionano di ayahuasca, e ha loro suggerito che ‘il prezzo giusto è quello che i gringos sono disposti a pagare’.

cucinero de ayahuasca perù
Jimmy Rojas, un ‘cucinero’ di ayahuasca in Perù

Per questa ragione ormai anche in Perù, ad esempio, il prezzo medio di una cerimonia di cura con uno sciamano può aggirarsi sui 100 dollari: non si può certo dire che questo sia un prezzo equo, è un prezzo di mercato. Questo è anche confermato dal fatto che quando la cerimonia viene svolta in contesti intimi e meno ‘commerciali’, come ad esempio nella casa dello stesso curandero, il costo si riduce di un terzo.

Quando quegli stessi sciamani vengono nel nostro paese l’aumento di prezzo può essere giustificato in parte dal viaggio intercontinentale che devono affrontare per giungere da noi. La ragione che spinge queste persone a spostarsi è effettivamente la promessa di guadagno, quindi il tentativo di massimizzare le entrate in poco tempo spiega la lievitazione dei costi. Tuttavia, malgrado queste maggiorazioni comprensibili e giustificabili, il costo a cui si è arrivati al giorno d’oggi in certi contesti sembra ugualmente eccessivo, perché solitamente questi incontri radunano dai 20 ai 30 attendenti alla volta, il che garantisce un buon margine di guadagno, anche a fronte di un prezzo più basso.

Un discorso a parte merita l’esistenza di alcuni curanderos che nell’ambiente sono divenuti delle ‘celebrità’, vuoi per le loro effettive capacità di guarigione, vuoi per falsi miti e leggende costruiti attorno alla loro figura. In questi casi i costi possono lievitare enormemente, arrivando anche a 300-400 euro per notte. Se da una parte si può ritenere giusto che una personalità con effettive capacità taumaturgiche si faccia pagare di più per i suoi servizi (come qualsiasi professionista occidentale fa, quando la sua fama cresce), dall’altra questo genere di considerazioni lascia aperta la porta a mistificazioni: non essendo in alcun modo dimostrabile/certificabile l’effettiva capacità di cura di uno sciamano, ed avendo l’ayahuasca di per sé dei potenti effetti a prescindere da chi la somministra, persone senza scrupoli possono chiedere cifre spropositate millantando una fama immeritata.

E’ inoltre da considerare quale tipo di etica possieda una persona in grado di speculare così sul bisogno di cura dei suoi pazienti. Noi occidentali, abituati alle logiche del commercio, non dobbiamo dimenticare che ci rivogliamo al mondo delle medicine alternative anche per riconquistare un equilibrio e un senso di unità che abbiamo perso. Da queste pratiche sciamaniche, in origine sacre e mistiche, dovremmo recuperare la dimensione del servizio e dell’altruismo, piuttosto che contaminarle con i nostri concetti utilitaristici.

I ritiri new age

ririti di ayahuasca
Ritiri di ayahuasca condotti da occidentali

Per tutta la serie di motivi sopra elencati il quarto tipo di utilizzo è quello in cui si paga di più.

Questo tipo di incontri sono condotti da persone che non sono indigene, non hanno ricevuto una formazione in medicina tradizionale, non hanno accesso alle materie prime, hanno costi maggiori per il proprio sostentamento vivendo nel mondo occidentale, e spesso abusano delle proprietà ‘miracolose’ attribuite all’ayahuasca, per orchestrare improbabili week end all’insegna di un’accozzaglia di pratiche di natura varia.

In questi ritiri l’ayahuasca viene spesso proposta come ‘catalizzatore’ dell’esperienza, non come il centro o il fulcro del lavoro, il quale ruota intorno ad altre pratiche energetiche o di medicina alternativa, come il Reiky, lo Yoga, etc. Già senza l’introduzione dell’ayahuasca questo tipo di ritiri possono costare diverse centinaia di euro al giorno, con vitto e alloggio. Separare in questi contesti il costo dell’ayahuasca dal resto diventa difficile. Spesso però, malgrado lo ‘slogan ufficiale’ dell’incontro non punti sulla presenza dell’ayahuasca, di fatto il suo utilizzo giustifica implicitamente la maggiorazione dei costi.

Il pericolo più grande in questo genere di contesti è che persone senza alcun tipo di preparazione, basandosi solo sull’effetto psicoattivo e introspettivo dell’ayahuasca, orchestrino delle vere e proprie truffe a danno dei partecipanti, in cui si paga praticamente solo per avere l’effetto psicoattivo della bevanda, e non c’è nessun valore aggiunto, che sia di tipo spirituale, psicologico o medico. Il tutto a discapito di qualsiasi norma di sicurezza e buon senso. 
Molti dei fatti spiacevoli di cronaca avvenuti negli ultimi anni sono da ricondurre a questi contesti.

Conclusioni: non a scopo di lucro

Traendo infine delle conclusioni dalle analisi fatte, quale dovrebbe essere dunque il ‘giusto prezzo’ dell’ayahuasca?

Abbiamo visto che le chiese sincretiche riescono a tenere i costi delle cerimonie all’interno di range molto bassi rispetto agli altri contesti. Questo è determinato dalla precisa volontà di voler offrire un’esperienza considerata spirituale al maggior numero possibile di persone. Ma rappresenta anche un termine di paragone ‘oggettivo’, in quando dimostra che i costi effettivi possono essere contenuti entro questi limiti, poiché senza dubbio, se il guadagno non rappresenta lo scopo di tali incontri, neanche la remissione lo è.

Quindi è un dato di fatto che una cerimonia di ayahuasca può essere condotta a costi contenuti entro i 40-60 euro, senza che nessuno ci rimetta.

Quando ci troviamo in presenza di uno sciamano o un curandero tradizionale una maggiorazione del prezzo è accettabile per via dei costi del viaggio e della permanenza che questi deve sostenere, e perché in questo caso il guadagno del curandero rappresenta uno degli scopi dichiarati. In alcuni casi in questi contesti parte dei ricavi vanno ad associazioni indigene di cui gli sciamani sono rappresentanti, che lottano per i diritti dei nativi e per la salvaguardia della foresta. Anche a fronte di questo tipo di motivazioni, la maggiorazione dei costi è accettabile. In questi casi un prezzo ragionevole potrebbe aggirarsi intorno ai 90-130 euro a partecipante, con possibili di oscillazioni dovute allo standard qualitativo del luogo ospitante e al numero di soggetti coinvolti nell’organizzazione/conduzione dell’evento, nonché al numero massimo di partecipanti ammessi per sessione.
E’ chiaro infatti che se il luogo dove si svolge il ritiro chiede di per sé 40/50 euro al giorno a persona, i costi subirebbero delle impennate imprevedibili, come al contrario, se i partecipanti fossero 30 piuttosto che 15, il costo dovrebbe scendere perché il rientro delle spese si andrebbe a spalmare su una maggior quantità di persone.

Indicativo, ma non troppo

E’ importante sottolineare qui che il costo indicativo che abbiamo dedotto dalle nostre osservazioni è, appunto, indicativo, e che non deve essere preso come spartiacque rigido per valutare l’eticità di un gruppo che propone l’ayahuasca: le situazioni sono molto variegate è c’è sempre “l’eccezione che conferma la regola“.

Tuttavia essere consapevoli dei costi che ci sono dietro l’organizzazione di tali eventi può essere utile per meglio orientarsi nel valutare la bontà delle situazioni che ci vengono proposte e l’integrità degli organizzatori. Anche perché, ad ogni modo, resto convinta che se la motivazione principale non è il guadagno, il modo per far quadrare i conti, tenendo i costi all’interno di un range accessibile ai più, si trova.

Affinché questo contenimento dei costi avvenga, il punto principale è che la motivazione dell’organizzazione di questo tipo di incontri non deve essere il lucro. Questo è ciò che permette al prezzo dell’ayahuasca di rimanere equo, qualsiasi sia il contesto in cui viene usata, come abbiamo già spiegato in precedenza.

Ma come si fa a discriminare questo aspetto? Una buona prassi potrebbe essere quella di verificare che la somma richiesta sia effettivamente, e non solo formalmente, una donazione consigliata’, e che sia sempre possibile, a fronte di una dichiarazione di scarse possibilità economiche, una diminuzione del costo a chiunque ne faccia richiesta – previa verifica della buona fede.

NOTE:
1) Marti M. (2012) Psychoactive substances: from shamanic practice to destructive Cult. 
Società Italiana di Tossicologia: Antidotes in depth 2012, Clinical Toxicology, Substances of Abuse and Chemical Emergencies. 
Pavia, 19‐21 settembre 2012.
2) Chris Kilham (2018): Field Report: Ayahuasca Vine Cultivation and Harvesting in the Peruvian Amazon
(http://www.medicinehunter.com/chris-kilham-medicine-hunter-field-report-ayahuasca-vine-cultivation-and-harvesting-peruvian-amazon)

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Simona

Nata a Roma nel 1974, si laurea in Sociologia con una tesi sull'uso di sostanze psichedeliche nell'età contemporanea. Si interessa anche di meditazione, yoga, tradizioni esoteriche orientali ed occidentali.

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