La vendita della Spiritualità

In una recente intervista il co-fondatore di Instantgram Mike Krieger ha discusso i dettagli di cosa ha reso la sua invenzione un’app da bilioni di dollari: un focus intenso sui tempi veloci di upload, funzionalità user-friendly, e, ovviamente, fortuna. Quando Instantgram ha incominciato ad aggiungere foto sponsorizzate tra i feed degli utenti, ne è seguito un tumulto: come osa, questa compagnia posseduta da Facebook, provare a fare i soldi con la mia app gratuita.

Una denuncia simile è sorta con gli sforzi di monetizzazione di Facebook. Certo, ha questo look avvincente – dannato capitalismo! – ma è sempre un business. La capitalizzazione fa parte del gioco. Sempre più sta accadendo da entrambe le parti dell’equazione. Una continua tendenza emergente è il flusso di reddito generato da utenti istruiti in psico-frottole New Age, che fanno finta di essere ciò che palesemente non sono.

Il piazzamento di prodotti è stato affrontato presto in Youtube. In Instantgram è più difficile scovare offerte che sono spesso mascherate da verbosità neo-spirituali. Fissate lo sbarramento senza fine di posture ispirate allo yoga e non vedrete penuria nel crescente movimento del capitalismo spirituale.

Thomas Frank ha affrontato questo tema quando ha fatto presente che la mentalità commerciale degli anni ’70 ha preso spunto dal radicalismo degli anni ’60. Le aziende hanno approfittato vendendo il culto della personalità. Non ti devi più ribellare contro la società quando sei vestito come uno sciattone: l’anarchia ha trovato la sua divisa. I nostri avi sapevano che la libertà ha un costo. Stiamo portando questo concetto a un nuovo livello. Per testimoniare l’evoluzione di questa ideologia semplicemente sbiriciate nelle boutique di Bedford Ave e Abbot Kinney.

O semplicemente seguite un pò di yogi ‘famosi’, coach della nutrizione, o altri guru del lifestyle in Instantgram. La spiritualità infatti ha un costo, ma non ha più bisogno di ritiri silenziosi, auto-riflessione, o semplicemente essere una buona persona. E’ in vendita, e ci sono tante persone che vogliono vendervi la loro marca. Un pò di esempi:

  • Credere che ‘l’universo è dalla vostra parte’ ([– seguite i link per capire –]) è un slogan che vende di sicuro: “A volte l’universo bussa alla vostra porta quando è tempo per voi di fare un cambiamento in positivo...” C’è un cigno, alla fine, che fa qualcosa in questo testo poco brillante, ma non dimenticatevi il tag del vostro sponsor d’abbigliamento! I cigni non possono vivere sulle piume da soli. ([ -?- ])
  • I miei favoriti includono sempre giapamala di perline; questa collana di ametista ti aiuta enormemente a “superare le dipendenze e a proteggerti nelle situazioni di stress”. Come ci riesce? Perchè proprio in questi casi? Semplicemente lo fa! Chi non pagherebbe 250 $ per un mala di granito rosso che “trasmuta le energie negative in benefiche”? Ma alla fine che significa? Chi se ne importa, è spirituale!
  • Neanche Naked Juice, posseduta da Pepsico, riesce a resistere a questo gioco. La compagnia di Blazer ha trovato la sua via con i fanatici del cavolo. Promette di consegnare un ‘dolce nettare’ se gli fornite un tag – Pepsico ha bisogno di assicurarsi che i suoi analytics corrispondano al premio. Dolce non è un eufemismo: ogni bottiglia ‘salutare’ contiene 34 grammi di zucchero. Dannato diabete, ci sono spiagge dove non mi sono ancora fatto scattare una foto.

Nel suo articolo, “Prendendosi delle libertà: Culto e Capitalismo” dal numero 30 di The Baffler, Ann Nuemann scrive sul culto di Synanon che ha approntato in un campo in Santa Monica negli anni ’60. Il guru Chuck Dederick alla fine è cresciuto così gonfio di potere che il suo campus è imploso, con accoliti che sono fuggito fino a Venezia e oltre. Come molti altri leader di culti, Dederick teneva stretti i cordoni della borsa, mentre agli altri era chiesto di vivere in povertà per il loro benessere spirituale.

Molti culti operano in questo modo, sebbene Synanon ha fatto i soldi non solo con le teorie, ma da con le Industrie Synanon, che “operavano in stazioni del gas, producevano e distribuivano merchandise (come penne con marchio Synanon, righelli e magliette), ed implorò e barattò per i beni deducibili dalle tasse.” Dederich era a capo della curva del capitalismo spirituale, il riverbero del suo impero risuona fino ad oggi nel linguaggio ambiguo dei marchi del lifestyle yoga e degli spremitori di succhi freschi.

Bilioni di dollari vengono spesi dove la spiritualità incontra il narcisimo. In una cultura in cui le persone sono più concentrate in essere ‘dei marchi’ piuttosto che essere umani, un simile cocktail nocivo era inevitabile. Viviamo tutti nella nostra “Isola di Misfit Toys” (Isola dei Giocattoli Rotti): se dite a tutti che sono rotti, loro reagiranno comprando. Come soluzione queste Insta-lebrità offrono rimedi predigeriti alle pressioni della vita (l’universo vi ama). E possono anche essere umili: sicuro, questi leggins forse non ti aggiustano, ma almeno avrai un bell’aspetto mentre ci provi.

Come dice Neumann,

Il castigo del narcisismo… ha fatto poco per strappare dalle nostre mani tremolanti i tappetini dello yoga e le tazze di tisane alle erbe. Né ci ha convinti a posare i nostri autoreferenziali dispositivi digitali.

Perchè, se non scatti una foto (e tagghi il tuo sponsor), è come se non è successo niente. Io ricordo i bei momenti quando un uccellino planava sul podio di Bernie Sanders. Senza leggerci niente di metafisico, era semplicemente questo: un momento. Tuttavia in un giorno la mia posta e i miei feed sono stati invasi da tazze ‘Uccellino Sanders’ e sticker in vendita. Come gli Insta-yogi, nessuno sembra più lasciare un momento essere semplicemente un momento.

Un eroe del moderno yoga è il Mahatma Gandhi, che potete riconoscere per la pubblicità di Apple. Mentre Gandhi è generalmente riverito senza dubbio, era un uomo imperfetto. Lui proclamò (e per estensione, sua moglie) il celibato senza discussione: forzava i servitori e i nipoti a dormire nudi insieme a lui per provare la sua prodezza spirituale.

Ciò che io rispetto sempre in Gandhi, tuttavia, è la sua crescita costante. Le sue restrizioni di dieta sarebbero considerate un disturbo alimentare oggi, ma lui era costante nella sua devozione per trovare il suo bene più grande. Poi c’era il perizoma, probabilmente il suo aspetto più simbolico, dopo la testa rasata e gli occhiali.

Per combattere le regole inglesi Gandhi mise in atto una rivoluzione della moda. Combattendo l’affidamento degli indiani sui prodotti stranieri convinse molti a investire in arcolai. Lui stesso viveva con un vestito di semplice manifattura. L’iniziativa era duplice: portare gli Indiani fuori dal giogo del commercio Inglese e impoverirli per prendere il controllo delle loro vite. Gandhi voleva vedere la gente ribellarsi alla povertà.

Il capitalismo spirituale Americano ha sovvertito questo messaggio. La libertà non è guadagnata. E’ comprata. Vestirsi non è per scaldarsi, è per allineare I chakra. In una nazione in abbondanza, il più non è mai abbastanza. Il capitalismo ha vinto, vendendo la spiritualità senza vergogna come qualsiasi altro prodotto che può produrre. Tristemente, le persone che dovrebbero lottare contro non sono niente più che i loro over-zuccherati servi, che lottano disperatamente per i loro quindici secondi di Insta-celebrità.

 

 

TRADOTTO DALL’ORIGINALE : http://bigthink.com/21st-century-spirituality/the-selling-of-spirituality

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