lettere dall'altro lato della realtà - graham hancock

Lettere Dall’Altro Lato della Realtà

di Graham Hancock 

Lettera 5, Giovedì 12 Febbraio 2013

Un avvertimento prima che iniziate a leggere. In ciò che segue sto riportando esperienze e interazioni con altre persone. Dò la mia interpretazione di queste esperienza e interazioni, ma non pretendo in alcun modo che la mia interpretazione sia considerata corretta.

Eventi molto strani e inquietanti sono accaduti durante la nostra quinta sessione di Ayahuasca qui in Brasile, che si è tenuta nella notte di lunedì 4 febbraio nelle ore piccole a cavallo con il 5 febbraio.

Ho menzionato nella mia precedente lettera che durante la quarta sessione mi è accaduto qualcosa, che ho sperimentato come un intenso e deliberato attacco psichico. Per fornire un contesto citerò estratti della quarta lettera:

Ero ancora nella stanza cerimoniale in Brasile ma allo stesso tempo non ero lì – come se tutto fosse stato spostato mezzo passo di lato in qualche universo parallelo che era sempre stato qui, sovrapponendosi con il nostro, ma che finora era rimasto nascosto. Quindi allo stesso tempo ero nel mio corpo, nel mio materasso nello spazio cerimoniale, e anche fuori dal corpo in questo altro simulacro della stanza mezzo, passo di lato, su un altro piano di realtà.

“L’entità che mi stava attaccando mi stava molto vicino. Aveva forma umana, infatti assomigliava a un altro membro del gruppo, ma era immediatamente ovvio che non era un essere fisico… Scintille di luce lampeggiavano dai suoi occhi e c’era della stregoneria nelle sue mani e nei suoi gesti, e la fiducia che avevo sentito giusto qualche momento prima, sul fatto che avrei potuto gestire questa forza malvagia, che in qualche modo potevo incontrarla ad armi pari e difendermi da essa, fu spazzata via in un istante come la nebbia. Ho realizzato di essere completamente privo di potere e incompetente di fronte a questa presenza, completamente dominato da essa, fuori dalla mia portata. Se questo fosse stato un dojo spirituale, io sarei stato il novizio che veste la cintura bianca e questa cosa, qualunque cosa fosse, sarebbe stato il nono dan nero, che mi avrebbe usato come straccio per il pavimento.

“Ho provato a proiettargli amore. Non ha funzionato. Il senso di minaccia e di pericolo continuava ad aumentare. Ho provato a invocare la Madre Ayahuasca nella sua manifestazione di Angelo Blu. Non è successo niente lo stesso. Ho provato ad alzare una barriera di luce. Fallimento ancora. Finalmente il mio sé-fuori-dal-corpo si è arrotolato a palla mentre io ero preso a pugni, colpito e umiliato in questo piano eterico.

“Ho sopportato i continui attacchi psichici per un po’, ma poi quando non potevo più sopportarli ho deciso che l’unica via di uscita per me era di andarmene dalla stanza, così sono uscito barcollando – l’Ayahuasca era molto forte e io ero instabile sui miei piedi – ho sceso le scale, ho attraversato la cucina e sono uscito nel lussureggiante giardino tropicale che circondava la proprietà…”

Così questa era stata la quarta sessione. Adesso, giusto prima dell’inizio della quinta, successe qualcosa di ancora più strano e assolutamente inaspettato. Dopo che avevamo già iniziato la ruota delle intenzioni personali per la notte ci preparavamo ad aspettare i nostri bicchieri con la medicina, portati dal facilitatore.

Spesso in questo momento i membri del gruppo si abbracciano e si augurano l’un l’altro un buon viaggio; questo è normale. Ma questa sera ho sentito un lamento improvviso e una delle donne del nostro gruppo – devo rispettare la sua volontà di non essere menzionata – si è messa a protestare che un altro membro del gruppo, un uomo (di nuovo, niente nomi) l’aveva approcciata facendo una serie di minacciosi gesti con le mani e allo stesso tempo soffiandole con forza aria sulla faccia. Per quelli che non hanno familiarità con la tradizione sciamanica Amazzonica, spiegherò che è stato immediatamente evidente che questo era un atto molto serio, perché il fatto di soffiare con la bocca è il modo in cui i brujos – maghi neri – dell’Amazzonia proiettano i loro dardi magici infetti, conosciuti come virotes, contro i loro nemici per farli ammalare. I virotes possono anche essere proiettati attraverso le braccia dello stregone, con l’apertura delle mani.

L’hai fatto a qualcun altro?” chiese la donna che era stata vittima del sinistro assalto.

L’uomo ammise che non l’aveva fatto ad altri.

E allora perché l’hai fatto a me?” chiese.

Ti stavo benedicendo” disse.

Non permetto neanche a mio marito di soffiarmi in faccia in questo modo” obiettò lei “e non ho certo chiesto la tua benedizione! Cosa stavi cercando di farmi?

Mah!” Rispose lui girando le spalle, “non capiresti.

Sembrava che quello che fino a qualche giorno prima era un pacifico, fiducioso e cooperativo gruppo, fosse stato improvvisamente esposto a qualche energia o intenzione maligna. E per me la cosa più strana di tutte – la cosa veramente strana – era che l’uomo che aveva soffiato in faccia alla donna, che aveva così aggressivamente invaso il suo spazio infrangendo la sua sovranità, era esattamente lo stesso uomo da cui ero stato attaccato la notte prima nelle mie visioni.

Solo che prima io mi ero convinto che poteva non essere lui (“Aveva una forma umana, infatti assomigliava a un altro membro del gruppo, ma era immediatamente ovvio che non era un essere fisico”)

Adesso, non ero così tanto sicuro.

Dopo un’interruzione del flusso così forte, probabilmente sarebbe stato più saggio se nessuno avesse bevuto la medicina quella notte però, essendoci ormai spinti così in là, lo facemmo tutti, compresa la donna che era stata assalita – anche se aveva chiesto al facilitatore di pulire prima le energie negative che sentiva le erano state proiettate addosso.

Io ho preso la mia dose più alta di tutta la serie delle sessioni, 100 ml, preparato a qualsiasi cosa mi fosse successo dopo, e immediatamente mi sono pentito di aver bevuto così tanto. Durante la cerimonia, comunque, ero in iper-allerta, stonato e così preoccupato, che ogni volta che uno stato visionario tentava di sorgere in me io resistevo, attivamente e coscientemente lo combattevo e lo spingevo via. La completa verità è che non volevo diventare nuovamente vulnerabile di fronte a questa forza malevola che mi aveva soggiogato e che mi aveva fisicamente maltrattato durante la precedente sessione, e dato che non mi poteva raggiungere nel mondo fisico, ma solo nel mondo astrale e visionario, il mio istinto era di non lasciarmi andare a quel mondo.

E mi sono ritrovato a soprendermi – con cosa abbiamo a che fare? E’ quello che sembra essere? E’ questo individuo che stanotte ha così spudoratamente violato la sovranità di un altro membro del gruppo nello spazio fisico, che in qualche modo sta manifestando uno corpo spirituale e lo sta usando per trasgredire anche nel piano astrale? O questo è, come avevo sospettato in origine, qualche potente entità eterica che non è lui assolutamente, ma semplicemente si camuffa con la sua faccia? O è un miscuglio delle due cose? Potrebbe essere per esempio che lui è una persona debole, magari psicopatica, che ha fatto qualche patto Faustiano con qualche forza sovrannaturale oscura e arrabbiata, e la sta servendo più o meno offrendole di canalizzarla, perché si manifesti agli altri intorno a lui? O magari non è niente di tutto questo?

Adesso, prima di andare avanti, mi sento costretto a ripetere che non ho nessuna pretesa sulla realtà delle entità e dei reami incontrati nelle visioni dell’Ayahuasca. E’ possibile che siano reali ma solo accessibili ai nostri sensi in stati alterati di coscienza; ma è altrettanto possibile che non abbiamo alcun fondamento di relatà. Ci sono molte altre possibilità, che vanno dagli archetipi alle proiezioni immaginali, che sono degne di considerazione. Tutto ciò che posso dire con certezza è che si sperimentano come reali, e non dichiaro niente più che questo.

All’incirca due ore dopo l’inizio della sessione udimmo tutti il suono di un tonfo da qualche parte di sotto. Insieme al facilitatore e un paio di altre persone mi sono precipitato giù per le scale e abbiamo trovato un altro membro del gruppo, un giovane e possente uomo nel fiore dei suoi trent’anni, collassato sul pavimento. Disse che non capiva cosa gli era successo. Qualcosa di oscuro lo aveva attaccato, assediato, sopraffatto, e aveva avuto la certezza che sarebbe morto se non fosse uscito dallo spazio cerimoniale. Mentre scendeva le scale era svenuto ed era caduto. “Ho visto la morte in faccia” continuava a dire “Ho visto la morte in faccia”.

Il nostro facilitatore si mise a lavorare su di lui. Ci sono alcune tecniche – l’uso di un sonaglio, un dito posizionato fermamente al centro delle sopracciglia, il canto di certe melodie speciali chiamate icaros – che sono utili per pulire le energie psichiche negative e, dopo circa mezz’ora, il giovane uomo era di nuovo capace di reggersi in piedi e camminare. “Ho visto la morte in faccia” ripeteva – ma questa volta con un sorriso – “e sono sopravvissuto.”

Successivamente il nostro facilitatore chiacchierando ci disse che quando aveva iniziato a lavorare sul giovane uomo, anche lui stesso era stato afferrato da una sensazione di assoluto terrore – una paura potente e opprimente che era stato in grado di maneggiare solo con grande difficoltà e attingendo a qualsiasi cosa avessi mai imparato in più di 40 anni di lavoro con la Medicina.

Ancora più tardi un altro membro del gruppo, uno psicoterapista abilitato che ha anche una grandissima esperienza con l’uso sacro degli psichedelici, scese giù dallo spazio cerimoniale per raggiungerci in cucina, prese posto e con aria calma e riflessiva disse: “Che diavolo era QUELLO?” Poi aggiunse che anche lui era stato terrorizzato nel reame visionario da qualche entità oscura e che anche lui l’associava con l’individuo che aveva soffiato nella faccia della donna all’inizio della cerimonia. “Ho provato molto faticosamente a razionalizzare quello che stava accadendo” disse. “Ho cercato di convincere me stesso che quello che stavo sperimentando era solo qualche aspetto della mia ombra che prendeva una forma illusoria, che era qualcosa che io stavo proiettando, ma alla fine sono arrivato alla certezza che era una forza reale, qualcosa di assolutamente alieno e profondamente, profondamente malvagio, e totalmente estraneo a me stesso. Ho tentato con qualsiasi tecnica che conosco di tenerlo a bada, ma niente funzionava”.

Il giorno dopo parlai all’individuo che aveva soffiato sulla faccia della donna. “Sono una sciamano autodidatta” disse. Sembrava abbastanza orgoglioso di se stesso. “Produco la DMT da solo e fumo molto in casa, esplorando i mondi visionari, poi visito i circoli di Ayahuasca facendo questo lavoro. A volte le persone non lo gradiscono, ma io mi ritiro in me stesso così non possono raggiungermi.” Mi disse che sperava che io apprezzassi il gran coraggio che dimostrava nell’aver parlato con me apertamente del disturbo che aveva creato con il suo comportamento. Gli dissi che il mio consiglio era che avrebbe dovuto coltivare maggiore umiltà e non immaginare di avere alcun “lavoro” da fare con gli altri; solo con sé stesso. Dopo aver parlato con me parlò anche con la donna di cui aveva violato la sovranità la notte prima e si scusò con lei, di nuovo ripetendo che sperava lei apprezzasse il tremendo coraggio necessario per esporsi in quel modo. Lei non fu in grado di accettare le sue scuse. “Stai cercando di far girare tutto intorno a te” gli disse, “Con questa ca***ta sul tuo coraggio. Non sono vere scuse, per niente.”

Due giorni dopo, grazie a Dio, l’uomo se ne andò. Comunque la maggior parte del gruppo se ne era anche già andato. Giusto in 7 restavano per le due ultime sessioni finali, la prima delle quali ebbe luogo nella notte del 10 febbraio nella ore piccole dell’11 febbraio. Fu una notte di grandi benedizioni, di aperture di cuore, con una bella atmosfera di amore, sicurezza, solidarietà e fiducia. Non racconterò altro qui eccetto per dire che la stessa persone che si era chiesta “Che diavolo era QUELLO?” nella quinta sessione ebbe una nuova intuizione, durante la notte. Sperimentò un incontro personale e diretto con quell’amorevole entità che chiamiamo Madre Ayahuasca (che è forse una Dea, anche se non le piace essere venerata) e le chiese la stessa cosa: “Che diavolo era QUELLA cosa che ci ha attaccato durante la quinta cerimonia? Perché siamo dovuti passare attraverso questo?

Dovevate vedere”, disse lei. “Adesso sapete con chi ho a che fare tutto il tempo. E’ il male che è perso nel mondo, contorcendo e distruggendo lo spirito umano ed ho bisogno del vostro aiuto per combatterlo, l’aiuto di persone giuste ovunque esse siano, l’aiuto del potere dell’amore.

Ho realizzato quanto strano tutto ciò può sembrare a quelli (sicuramente la grande maggioranza di chi sta leggendo) che non hanno mai bevuto Ayahuasca e forse non vogliono neanche. Tutto quello che posso dire, come il mio buon amico Dennis McKenna ha sottolineato, è che l’Ayahuasca è l’ultima sfida per gli scettici. Non sono argomentazioni intellettuali. Non è una questione di prove empiriche, scientificamente verificabili. E’ semplicemente un’esperienza. Una volta che hai avuto un profondo e potente incontro con la bevanda puoi farne ciò che vuoi, ma finché non hai avuto questo incontro, è meglio evitare i giudizi.

Spero che questo racconto personale abbia aggiunto qualcosa di utile al corpo di informazioni disponibili sull’enigma dell’Ayahuasca. Non mi sono tirato indietro, ed ho condiviso con voi entrambi gli aspetti, la luce e l’ombra, del reame di esperienze al quale può dare accesso questa misteriosa, antica e sacra bevanda Amazzonica. E’ come se una porta fosse aperta verso un universo parallelo dove – come quello in cui abitiamo nelle nostre vite quotidiane – esiste bene e male, e dove – qui come lì – noi, come creature coscienti umane, abbiamo il dono e il potere della scelta. A volte possiamo trovarci di fronte al male, a volte può attaccarci, ma non dobbiamo unirci alle sue forze, non dobbiamo fare compromessi, non dobbiamo sottometterci ad esso e non dobbiamo servire i suoi scopi. Il male può non essere sempre sconfitto ma può essere sempre – sempre! – resistito.

Quindi l’esperienza con l’Ayahuasca non significa solo dolcezza e luce, e se andate a una sessione con aspettative naïve potreste, prima o poi, rimanere spiacevolmente sorpresi. L’Ayahuasca è un affare estremamente serio e questa è una delle principali ragioni per cui non consiglierei a nessuno di parteciparvi senza la guida di un bravo e ben intenzionato sciamano – sebbene questa guida al giorno d’oggi è riscontrabile sia in un piccolo ma crescente numero di volenterosi e completamente altruisti sciamani Occidentali, sia in quelli dell’Amazzonia. Tuttavia il fatto che uno sciamano provenga dall’Amazzonia non è una garanzia certa della qualità del servizio che offrirà: in questo, come in qualsiasi viaggio avventuroso dove il pericolo è potenziale, dovreste fare la vostra ricerca molto scrupolosamente, consultando gli altri e facendo affidamento al passaparola, prima di compromettervi in un particolare cammino.

Dopo aver espresso queste necessarie precauzioni, però, concluderò affermando che l’esperienza con l’Ayahuasca è, soprattutto, amore e apertura di cuore, e una tremenda rimozione di blocchi e meccanismi di rifiuto che ci impediscono di fare i conti e di risolvere i problemi fondamentali della nostra vita. Veramente, non è per niente che una sessione di Ayahuasca ben forte è stata descritta come 20 anni di psicoanalisi in una notte! A riguardo di ciò ho già menzionato prima il cambio radicale che ho avuto nella mia vita a partire da una serie di esperienze con l’Ayahuasca che ho avuto durante l’Ottobre del 2011 – leggete il mio articolo “Mollare la Troia Verde: Riflessioni sull’Ayahuasca, la Marijuana e il Mistero delle Piante Maestre”, che è adesso postato permanentemente nel mio sito web –http://www.grahamhancock.com/forum/HancockG3.php

E al di là di tutto questo, come ho cercato di mostrare, la grande virtù e la promessa dell’Ayahuasca è che solleva profonde questioni sulla natura della realtà stessa. Non ci sono, come sempre, risposte definitive a queste questioni – probabilmente non ci saranno mai – ma confrontarsi con l’esperienza che le solleva, sebbene a volte terrificante, altre castigante, ha, credo, definitivamente un grandissimo valore.

 

 

TRADOTTO DALL’ORIGINALE: https://grahamhancock.com/letters-from-the-far-side-hancock/
N.B. per qualsiasi intento divulgativo della traduzione, citare sempre la fonte originale

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