L’ayahuasca arriva in politica: il senatore che beve Yagé

(Colombia) Più di venti anni fa il senatore Roy Barreras ha provato lo Yagé per la prima volta. Bere la bevanda, di sapore amaro, faceva parte del rituale per convertirsi in sciamano.

La cerimonia durò qualcosa come sette ora, fino all’alba. Anche se per lui erano trascorsi non più di quindici minuti. La casa del ‘taita’ Martin Agreda, considerato il medico tradizionale più importante della comunità indigena Kamsà, in Sibundoy (Putumayo), fu il locale prescelto. Roy rimase seduto nel centro della maloca. Era quasi nudo, portava solo un paio di pantaloncini.

Barreras dovette passare per un addestramento e portare a termine una serie di proibizioni per tre mesi, prima di meritare il titolo di medico della selva. Visse nella chagra, nome della zona dove abita la comunità indigena ubicata nel Basso Putumayo. Un territorio selvaggio di basse temperature e lontano da grandi centri abitati.

La preparazione per la cerimonia

Smise di mangiare carne per un certo periodo, mangiando solo le granaglie coltivate nell’orto degli indigeni. Prese varie purghe fino a purificarsi. Partecipò anche a grandi rituali notturni ed ebbe un periodo di astinenza sessuale. Fu così che risultò essere meritevole dell’iniziazione sciamanica. Aveva 25 anni ed era medico chirurgo.

Quella notte cominciò con canti indigeni che servivano per far si che il ‘taita’ scuotesse a ritmo di musica una fascio di foglie, per spaventare gli spiriti malvagi e lasciare pulito l’ambiente. Poi arrivò la bevuta speciale di un Yagè, che prometteva di portare in cielo. Il ‘taita’ lo fece per primo. Poi lo passò a Roy.

Entrammo nel viaggio nello stesso momento, e per la prima volta ci siamo connessi. E’ un’esperienza magica e la più intensa che ho avuto in tutta la mia vita. Che apre la mente ad altre dimensioni”, ricorda. “Poco dopo il primo sorso, persi la concezione del tempo”.

Il racconto dell’esperienza

Una tigre è uscita dal nulla e si posò sopra di me”, narra Barreras mentre imita gli artigli dell’animale con le sue mani. “Io mi spaventai. Però in questo momento il Taita mi disse: ‘tranquillo, la tigre sono io’. Cominciò a guidarmi. Secondi dopo mi chiesi: Come può essere che lui vede le mie allucinazioni?

Dal punto di vista medico, io capivo che quello che stavo vedendo erano allucinazioni. Però l’allucinazione è mia, del mio cervello. E lui la stava vedendo. La conclusione cui sono giunto grazie all’esperienza sciamanica, è che esiste la trasmissione del pensiero. Però anche che altri possono seminare il tuo pensiero e guidarlo.

L’animale lo guidò in un viaggio nella selva, gli insegnò le piante e le loro proprietà.
Quelle che servivano per curare una malattia, un maleficio o il malocchio. Sulle allucinazioni dice: “Tu stai vedendo come un cinema in 3D – lo pronuncia in inglese –. Meglio di quello. Vedi, ascolti e ti possono parlare. Svegliarsi è come quando finisce il film. Continui a vivere la tua realtà e conservi la memoria di ciò che è successo.

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Uno sciamano con i vestimenti tipici della tradizione del Putumayo

Dopo essersi laureato come medico chirurgo all’Università Nazionale, Barresas iniziò a lavorare nel gruppo di ricerca in medicina dell’Università della Valle. Lì prese parte a un progetto di Colciencias per studiare le piante segrete e medicinali usate dalle etnìe indigene Inga e Kamsá del Putumayo.

Riscontrammo che molte erano usate per il trattamento contro i malefici e il malocchio. E ci proponemmo di investigare se erano efficaci”. Nell’arco di due anni comunicarono con le comunità indigene, le loro fonti principali erano sciamani e taita, che le usavano per le loro attività curative e rituali.

Però una delle condizioni degli indigeni Kamsá per usare le piante, soprattutto quelle segrete o contro i malefici, era iniziarsi ai rituali sciamanici. Roy fu l’unico che si preparò perché aveva un interesse speciale verso gli effetti di queste sostanze e verso lo stato alterato di coscienza che producono. Lo studio fu così importante per lui che ancora ricorda con esattezza i nomi scientifici elle piante.

Medico chirurgo e sciamano allo stesso tempo

Per 18 anni Barreras esercitò come medico nella sua clinica particolare di Cali. Lì combinò in molte occasioni la medicina convenzionale con le conoscenze degli indigeni per curare. Usò le sue mani, le piante medicinali e persino la propria voce per trattare le infermità dei suoi pazienti. Qualcosa che egli stesso definisce come: “Un’altra forma di curare, di alleviare il dolore”.

Sui malefici dice che “per prima cosa devo dire che a nessuno può essere fatto un maleficio a meno che non lo permetta. Se apre la sua mente ed è a disposizione, è possibile seminare un pensiero. Dal punto di vista medico sappiamo che c’è una relazione tra la corteccia cerebrale, l’ipotalamo e il sistema immunologico e ormonale. Se si forza il pensiero è possibile influenzare questo punto di vista. L’altra conclusione è che questo si può ottenere solo attraverso l’uso di sostanze chimiche”.

Il suo ruolo come sciamano non si è concluso con la politica. Confessa che beve Yagé di frequente, però non con chiunque. L’ultima volta fu circa due settimane fa. Non sempre viaggia al Putumayo, ma ha la possibilità di farlo da solo e riesce a conversare con il suo Taita.

E’ solito anche fare rituali sciamanici per proteggere o chiudere il corpo contro un maleficio. “In termini occidentali mi disintossico”. Ha un piccolo orto in casa con alcune piante che per lui sono ‘necessarie’. Si riferisce alle ‘piante segrete’.

Sciamanesimo e politica

Il senatore Roy Barreras dice che è solito fare riti sciamanici per “proteggersi dai malefici della politica e per imparare a non avere paura, neanche del diavolo”, ha anche condotto un rituale nel suo ufficio – fatto che confessa a voce bassa e con un pizzico di malizia – per allontanare energie negative del passato. Hai avuto buoni risultati? “Non sente l’energia positiva che si respira qui?”, risponde.

 

TRADOTTO DALL'ORIGINALE: http://www.kienyke.com/politica/roy-barreras-el-chaman/

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