La morte di una celebrità riaccende il dibattito sull’Ayahuasca

Dopo la morte del figlio di un’attrice Brasiliana, famiglie e specialisti si interrogano se sia o meno necessario proibire in Brasile lo psichedelico tè di Ayahuasca.

Agli inizi di Marzo la polizia ha trovato il corpo senza vita di Rian Brito, il cui nonno, Chico Anysio, è stato uno dei più famosi comici nella storia del Brasile. Causa del decesso: annegamento. La madre di Rian tuttavia, la modella ed attrice Brita Brazil, ha accusato della morte di suo figlio l’Ayahuasca, una bevanda tradizionale con proprietà allucinogene che era originariamente usata dalle popolazioni indigene. Da quel momento ha iniziato una campagna per spingere verso la proibizione della sostanza al di fuori del circuito degli indigeni.

L’Ayahuasca è una combinazione di due specie di piante: Banisteriopsis caapi (la liana dell’Ayahuasca) e Psychotria viridis, o chacruna. Classificata ufficialmente come allucinogeno, l’Ayahuasca induce un peculiare stato alterato di coscienza che, stando alle persone che la bevono, aiuta l’auto-analisi e l’introspezione. Inoltre causa immagini visive anche ad occhi chiusi. Chi l’assume dice che l’Ayahuasca porta ad un livello mentale che facilita la crescita personale. In aggiunta al té le persone spesso digiunano in modo da indurre il corpo ad avere più visioni.

L’uso tradizionale e l’uso sincretico

Per secoli la bevanda è stata usata dalle popolazioni indigene per le sue qualità sciamaniche. Negli anni ‘30 ha cominciato ad uscire fuori dalle comunità indigene attraverso un culto religioso conosciuto come Santo Daime. Nei decenni successivi altri culti simili sono stati creati – e adesso ci sono stimatamente 35.000 bevitori regolari di Ayahuasca in Brasile sparsi nel paese. E il numero continua a crescere.

Brita Brasil e suo figlio Rian
Brita Brasil e suo figlio Rian

Ma a Rian Brito la bevanda sciamanica non ha portato pace e auto-conoscenza. Stando ai suoi familiari, il ragazzo venticinquenne si è trasformato repentinamente in un uomo angosciato. Seguendo la sua ‘missione di trovare il suo vero sé’, ha cominciato a mostrare un comportamento auto-distruttivo: ha smesso di mangiare. Brita Brazil denuncia che il peso di suo figlio è sceso a 40kg, quasi la metà del peso normale per uno della sua struttura fisica. Brita ha postato un aggiornamento sui social media in conseguenza della morte del figlio: “[sono] una madre che cerca di avvertire gli altri, soprattutto i più giovani, di non berla, per l’amor di Dio. State attenti con l’Ayahuasca. Lasciate le erbe degli indigeni agli indigeni.”

Nel 2008 l’allora Ministro della Cultura Gilberto Gil ha voluto assegnare lo status di Patrimonio Culturale all’Ayahuasca. Il processo è ancora in attesa di approvazione da parte dell’Istituto per i Beni Culturali. Due anni più tardi l’agenzia Brasiliana che regolamenta e monìtora le droghe – l’equivalente dell’americana FDA – ha introdotto delle linee guida per l’uso dell’Ayahuasca nei rituali religiosi, basate sullo studio dei dati accumulati dagli anni ‘80. La maggior raccomandazione é: nè alcool nè qualsiasi altra sostanza deve essere assunta contemporaneamente.

La regolamentazione dell’ayahuasca in Brasile

“La regolamentazione dell’Ayahuasca in Brasile rappresenta un esempio magistrale in cui le decisioni sono state prese ascoltando tutte le voci degli interessati – lo staff governativo, medici, esperti legali, antropologi, scienziati e consumatori rituali di Ayahuasca. Le regole sono soddisfacenti e so che ci sono gruppi molto responsabili che le seguono”, ha detto Luis Fernando Tófoli, uno psichiatra dall’Università di Campinas. Ha citato che i gruppi trasgressori delle regole sono una minoranza – e misure specifiche dovrebbero essere prese piuttosto che nuove e generiche leggi. “Il proibizionismo farebbe più male che bene. Va contro i principi della libertà di religione”, ha detto Tófoli.

Negli ultimi anni, il Brasile ha fatto i conti con alcuni di casi di morte di alto profilo, relazionate all’uso dell’Ayahuasca. La più discussa ha coinvolto un ben noto disegnatore di cartoni animati, anche lui entusiasta della bevanda sciamanica, che è stato ucciso insieme al figlio da un giovane uomo che frequentava rituali a base di ayahuasca. Al killer successivamente è stata diagnosticata schizzofrenia, ed è stato incarcerato per un pò di tempo. Dopo il suo rilascio è stato arrestato di nuovo per presunto omicidio e furto. Questo ultimo arresto ha messo in luce che il comportamento psicotico dimostrato nel primo omicidio non era un risultato diretto dell’assunzione di ayahuasca.

Non c’è evidenza che i consumatori di Ayahuasca siano più a rischio di sviluppare disturbi psicotici rispetto ad altri gruppi.”, dice Sandra Goulart, un’antropologa che ha studiato l’Ayahuasca negli ultimi 25 anni. Attualmente gli esperti suggeriscono che i bevitori di Ayahuasca sono meno soggetti ad avere questo tipo di disturbi.

Sebbene l’Ayahuasca può certamente avere impatti negativi sulle persone, il proibizionismo sembra difficilmente una buona soluzione.

 

ORIGNINALE IN INGLESE: http://plus55.com/culture/2016/03/celebrity-death-ignites-debate-on-shamanic-drink/641?hash=ff67400f-d1b6-401e-86ec-9703a99689f7&utm_content=buffer08b7f&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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2 commenti

  1. vi ho già contattato in precedenza, volevo avere delucidazioni e consigli su gruupi seri che fanno concentrazioni . Vi auguro buona vita a tutti

  2. vi ho già contattato in precedenza, volevo avere delucidazioni e consigli su gruppi seri che fanno concentrazioni . Vi auguro buona vita a tutti

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