Un altro morto per Ayahuasca(?): un agosto su cui riflettere

Ancora un’altra amara notizia giunge ai nostri occhi navigando per la rete: un altro turista è morto durante una sessione di ayahuasca nell’agosto 2016

Stavolta proprio in Perù, in quella che prende il nome di Sacred Valley, nel distretto di Cusco. Per intenderci la città che ospita le rovine di Machu Pichu, la mitica capitale dell’ancor più mitico impero Inka, meta turistica per cui in tutto il mondo il Perù è conosciuto.

Il centro dove è avvenuto lo sfortunato incidente si chiama Etnikas, e a giudicare da come si presenta (qui il sito) è uno di quelli di prim’ordine, dove i turisti in cerca di illuminazione o i malati in cerca di guarigione amano andare. Trent’anni di esperienza, foto in cui il Dalai Lama in persona benedice i curanderos, una troup di shamani (24), dottori, facilitatori e professionisti del benessere di prim’ordine, protocolli di sicurezza, testimonianze, recensioni di trip advisor.

Ernest Villaroman, un turista filippino che si trovava nel centro per un ritiro di ayahuasca, non è sopravvissuto alla cerimonia, come si legge in molti articoli che riportano la notizia, che nel mese di agosto è rimbalzata su tutte le testate online del Perù. La donna che ha condotto la cerimonia, tale Rosa Rojas Nunta, di 55 anni, (la chiamano facilitatrice in alcuni post, in altri solo ‘donna’, da nessuna parte emerge con certezza se fosse o meno una curandera) è stata arresta immediatamente, con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso.

Fortunatamente non sono molte le notizie di questo tipo. Veramente i casi di morte accertata dovuta all’ingestione di ayahuasca, sono pressocchè nulli, mentre i casi di altri traumi importanti a livello fisico conseguenti alle complicazioni di una cerimonia, o ad altri fattori esterni all’ayahuasca in sé, sono pochi, pochissimi.

Ma ci sono. Sono reali.

E purtroppo la tendenza che riscontro nella comunità ayahuasquera di tutto il mondo è di minimizzare sempre l’accaduto, giustificandolo nei modi più negazionisti possibili.
Come ho letto in un articolo che condivido pienamente (questo: Sad-But-True) «…Non è la prima volta che sento di qualcuno che muore durante una cerimonia di ayahuasca, ed è possibile morire di qualsiasi tipo di medicina, se non viene usata correttamente. L’Ayahuasca non è mai stato il problema, ma il modo in cui viene usata e preparata è la chiave. Ciò che mi ha veramente sorpresa é leggere commenti sui social media di questo tipo: “L’ayahuasca non uccide”, “Dobbiamo capire perché è morta. C’era qualche altra droga presente nel suo corpo? Aveva qualche problema di salute? Era il suo momento di morire?” o semplicemente “La sua aura era nera, era il suo momento di morire…“»

Anche io ho letto questi commenti quando la notizia è apparsa nel principale gruppo di facebook dedicato all’ayahuasca, e anche a me ha destato sconcerto la tanta ostinazione nel voler negare in ogni modo i fatti.

I fatti sono che non ne sappiamo molto, sulle vere cause delle poche morti che si sono verificate durante o subito dopo una cerimonia con ayahuasca, e che dobbiamo accettare le cose così come stanno.

Certo, le precauzioni sulla dieta da osservare prima, durante e dopo i giorni di cerimonia, sull’astensione dai farmaci e da tutti i tipi di droghe, anche quelle naturali, la stretta osservanza dei consigli dello sciamano / facilitatore, la preparazione meticolosa del decotto secondo gli standard tradizionali e senza l’aggiunta di piante che danno più facilmente visioni ma che sono più pericolose (come ad esempio Datura), sono tutte cose che aiutano ad evitare il rischi.
Ma non li escludono.
Perché come possiamo vedere, nulla lascia pensare che in questo centro non si prendessero tutte le precauzioni possibili e immaginabili, e il caso forse più celebre di ‘decesso per ayahuasca’ è avvenuto proprio nel centro di uno degli sciamani indubbiamente più potenti e più accreditati di tutto il Perù, in un periodo in cui si era ben lungi da tutto questo accanimento pubblicitario per ‘spartirsi la torta’, e quindi c’era ancora meno probabilità di mosse strane da parte dei centri che, magari per accaparrarsi due pazienti in più, soprassiedono su qualche norma di sicurezza.

Non dobbiamo quindi chiudere gli occhi e negare le cose che accadono. Dobbiamo prendere atto e raccontare le cose come stanno. Avvertire dei rischi tutte le persone che coinvolgiamo nelle nostre attività, sia che siano amici che stiamo invitando a una cerimonia casalinga, sia che siano ‘pazienti’ dell’efficiente centro che abbiamo costruito in Perù, spinti dalla passione e dalla fede in questa medicina che la nostra personale esperienza ci ha portato ad avere.

Ma come, facciamo tanto la guerra alle lobby del farmaco che non avvertono dei potenziali pericoli dei vaccini, e poi ci comportiamo nella stessa maniera? Ma allora l’ayahuasca cosa ci ha insegnato veramente, a mentire per il nostro tornaconto?

E così, da questo agosto in cui ben due casi di presunti decessi per ayahuasca si sono fatti strada tra le maglie della rete (il primo è quello della donna morta durante un ritiro in America), cerchiamo di prendere spunto, ognuno dentro di noi, per capire a che categoria apparteniamo: a quelli che negano, a quelli che accettano, e, se siamo tra quelli che negano, perché neghiamo? Per esorcizzare la paura? Per evitare che le persone disertino le nostre cerimonie?

Ci sono e ci saranno sempre persone che nonostante tutto vorranno provare e vorranno affidarsi alle cure degli sciamani o dei facilitatori, in cerca di metodi di guarigione o di risveglio spirituale alternativi. Ma perlomeno che sappiano. Che sappiano che sono avvenuti casi dubbi in cui persone hanno perso la vita in circostanze legate al consumo di ayahuasca.

Perché solo la conoscenza è una via per un uso responsabile e consapevole.

Tutto il resto è un chiaroscuro che non fa onore né a noi né alla Medicina.

 

PER APPROFONDIRE:

Per uno studio tossicologico sugli effetti dell’ayahuasca fatto in America nell’arco di un decennio si veda:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27896660

Per un articolo italiano di tossicologia molto ben fatto sull’ayahusaca si veda:

http://www.onap-profiling.org/ayahuasca-il-vino-dellanima/

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