Ayahuasca e depressione: studio clinico testa efficacia terapeutica

Una bevanda psichedelica usata da centinaia di anni in cerimonie di cura tradizionali sta attraendo l’attenzione degli scienziati biomedici come possibile trattamento per la depressione.

Ricercatori Brasiliani nell’Aprile del 2015 hanno pubblicato i risultati del primo test clinico sui potenziali benefici terapeutici dell’ayahuasca, un decotto a base di piante proveniente dal Sud America(1).

Sebbene lo studio includesse solo 6 volontari e nessun gruppo placebo di controllo, gli scienziati dicono che la bevanda ha iniziato a ridurre la depressione nei pazienti in poche ore, e gli effetti erano ancora presenti dopo tre settimane. Attualmente stanno conducendo studi più ampi che sperano possano consolidare il loro risultati.

Il rinascimento psichedelico globale

Il lavoro fa parte di un rinascimento degli studi sul potenziale terapeutico delle droghe psichedeliche o ricreazionali – ricerche che erano state largamente bannate o ristrette in tutto il mondo, circa mezzo secolo fa.

La ketamina, che è usato come anestetico, ha mostrato di essere promettente come antidepressivo di rapida efficacia; la psilocibina, un allucinogeno che si trova nei ‘funghi magici’, può aiutare ad alleviare l’ansia in pazienti con stati avanzati di cancro(2); l’MDMA (extasy) può alleviare il disordine da stress post-traumatico; e pazienti che sperimentano mal di testa a grappolo debilitanti hanno dichiarato che l’LSD allevia i loro sintomi.

L’ayahuasca, una bevanda sacramentale tradizionalmente ottenuta per decozione da una liana tropicale (Banisteriopsis caapi) e dalle foglie di un arbusto (Psychotria viridis), contiene ingredienti che sono illegali in molti paesi. Ma in Sud America si è avuto un boom dell’industria dell’ayahuasca, dove il suo uso religioso è permesso, e dove centinaia di persone ogni anno si recano nei centri della foresta pluviale, per sperimentare i suoi intensi insight psichedelici.

La bevanda è stata studiata da antropologi, scienziati sociali e teologi, ma ricerche cliniche sull’ayahuasca sono state limitate all’osservazione dei suoi effetti in topi e ratti, e sugli effetti in esseri umani volontari in buona salute(3), incluso studi di brain-imaging(4) e questionari retrospettivi sull’uso passato(5).

Lo studio brasilano in dettaglio

In questo studio che stiamo presentando, ricercatori guidati da Jaime Hallak, un neuroscienziato dell’Università di San Paolo, Brasile, hanno dato una dose media di ayahuasca a sei volontari cui era stata diagnosticata una depressione di media o severa entità, e che erano risultati resistenti ad almeno uno dei farmaci convenzionali contro la depressione. Nessuno aveva bevuto ayahuasca prima.

Jairo Galvis Henao/Creative Commons
Jairo Galvis Henao/Creative Commons

Dopo aver bevuto, i partecipanti sedevano in un stanza quieta e scarsamente illuminata. I ricercatori hanno usato questionari clinici standard per misurare i loro sintomi di depressione. Miglioramenti sono stati rilevati in due o tre ore (sebbene gli effetti di una dose presa per via orale impieghino circa cinque ore per svanire) – un effetto rapido, considerato che agli antidepressivi convenzionali possono impiegare settimane per fare effetto.

I benefici, che sono risultati statisticamente significativi, hanno continuato a persistere in fase di assestamento per tutte le tre settimane successive. Tre dei partecipanti hanno vomitato, un comune effetto collaterale dell’ayahuasca, ma comunque la procedura è stata ben tollerata, dice Hallak.

E’ una verifica teorica di ciò che molti consumatori rituali di ayahuasca già sanno: l’ayahuasca può aiutare a sentirsi molto meglio, non solo durante l’esperienza, ma fino a molti giorni o settimane dopo”, dice Brian Anderson, uno psichiatra dell’Università della California, San Francisco, che non è stato coinvolto nello studio ma ha pubblicato documentazione sul potenziale del decotto(6). “La relazione tra gli effetti psichedelici dell’ayahuasca e i suoi effetti terapeutici necessita di essere studiata empiricamente,” dice.

Cautela nell’estensione dei risultati

James Stone, uno psichiatra del King’s College di Londra che ha studiato gli effetti delle droghe psicoattive sul cervello, dice che lo studio è interessante, ma dovrebbe essere preso con cautela, perché non ha nessun gruppo placebo di controllo. “La risposta al placebo ha effetti ben documentati nei test clinici sugli antidepressivi,” dice. “L’unica cosa che può essere veramente conclusa da questo studio è che l’ayahuasca è ben tollerata da pazienti con depressione, e che in questo tipo di pazienti non sembra esserci alcun tipo di serio effetto collaterale, conseguente a una singola dose.

E’ biochimicamente plausibile che l’ayahuasca possa trattare la depressione – le piante di cui è composta contengono composti chimici che alterano la concentrazione di sostanze responsabili del neurotrasmettitore serotonina, che è un regolatore dell’umore – proprio come molti antidepressivi in commercio.

Questi composti includono l’allucinogeno N,N-dimetiltriptamina, che  si lega ai recettori della serotonina, e anche gli alcaloidi armina, tetraidroarmina e armalina, che si pensa inibiscano l’enzima chiamato monoammino-ossidasi A, prevenendo così la ricapitolazione della serotonina e di altri neurotrasmettitori.

E’ possibile che l’ayahuasca e altre droghe psichedeliche serotoninergiche, come la psilocibina, posano essere utili come antidepressivi, per particolari segmenti di pazienti, in futuro,” dice Stone. “Aspettiamo i risultati di studi ben disegnati, con test controllati a campione, per determinare la sua effettiva efficacia clinica.”

Altri studi sono in corso. Draulio de Araujo, un neuroscienziato della Federal University di Rio Grande do Norte in Natal, Brasile, e co-autore di questo studio, dice che la sua squadra ha già trattato 46 pazienti (su 80 pianificati) in uno studio sull’ayahuasca e la depressione di tipo randomico, a doppio cieco, e controllato tramite gruppo placebo, iniziato nel Gennaio 2014. “Speriamo di finire per la fine dell’anno” dice.

 

 

NOTE
1) Osório, F. de L.et al Bras. Psiquiatr 37, 13–20 (2015).
Disponibile su: PubMed
Ricercatori Brasiliani il mese scorso hanno pubblicato i risultati del primo test clinico per i potenziali benefici terapeutici dell’ayahuasca, un decotto a base di piante proveniente dal Sud America” 

2) Grob, C. S.et al Gen. Psychiatry68, 71–78 (2011).
Disponibile su: PubMedISIChemPort
La ketamina, che è usato come anestetico, ha mostrato di essere promettente come antidrepressivo di rapida efficacia; la psilocibina, un allucinogeno che si trova nei ‘funghi magici’, può aiutare ad alleviare l’ansia in pazienti con stati avanzati di cancro”

3) Riba, J.et alPsychopharmacology 154, 85–95 (2001).
Disponibile su: PubMedISIChemPort
“…ma ricerche cliniche sull’ayahuasca sono state limitate all’osservazione dei suoi effetti in topi e ratti,…”

4) Palhano-Fontes, F.et alPLoS ONE 10, e0118143 (2015).
Disponibile su: PubMed
” ..e sulla salute di esseri umani volontari in salute….”

5) Palladino, L.Vine of Soul: A Phenomenological Study of Ayahuasca and its Effect on Depression.
Tesi di Dottorato, Pacifica Graduate Institute.
“… incluso studi di brain-imagin e questionari retrospettivi sull’uso passato.

6) Anderson, B. T. Consciousness 23, 44–59 (2012).
…l’ayahuasca può aiutare a sentirsi molto meglio, non solo durante l’esperienza, ma fino a molti giorni o settimane dopo”, dice Brian Anderson, [—] ma ha pubblicato scritti sui potenziali del decotto”

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