dieta sciamanica secondo la medicina tradizionale amazzonica

Guarigione e apprendimento con la dieta sciamanica dell’Amazzonia

Come Direttore della Ricerca del centro Takiwasi di Tarapoto (Perù), Matteo Politi è stato testimone del valore delle cosiddetta dieta sciamanica, strumento fondamentale della Medicina Tradizionale Amazzonica

FONTE: https://chacruna.net/healing-knowledge-amazonian-shamanic-diet/

Lavorare come Direttore della Ricerca in Takiwasi, un centro pionieristico per la riabilitazione dalla dipendenza da droghe e per la ricerca sulle medicine tradizionali, situato nella selva alta Peruviana, mi ha dato la possibilità di avere un contatto di prima mano con le pratiche ancestrali note come ‘dieta‘.

Queste diete consistono in un ritiro in isolamento durante il quale si assumono in modo ritualizzato alcune specifiche piante della flora locale – che sono ritenute alla stregua di veri e propri insegnanti – il tutto accompagnato da una specifica dieta alimentare e norme fisiche e psicologiche restrittive.

Nell’approcciare le sfide della salute mentale, tra cui la dipendenza, il centro Takiwasi combina con successo la psicoterapia, la medicina convenzionale Occidentale, e la Medicina Tradizionale Amazzonica (TAM), in cui la dieta rappresenta una delle pratiche terapeutiche più importanti del suo protocollo unico.

La dieta, come strumento della tradizione medica dell’Amazzonia, si sta diffondendo oggigiorno nei contesti e nelle culture Occidentali. Già solo il centro Trakiwasi dal 1996 ha accolto più di 2.300 persone da tutto il mondo, che sono venute specialmente per approfittare di questo tipo trattamento. Circa la metà di questo pubblico proviene da paesi fuori dall’Ameirca Latina, incluso Europa, Canada, USA e Australia.

Durante il processo per il trattamento della dipendenza, che dura all’incirca nove mesi, di solito un paziente affetto da dipendenza prende parte a quattro diete. In questo caso inoltre, molte delle persone sono di origini internazionali, e questo anche contribuisce all’“internazionalizzazione” di queste pratiche terapeutiche, tipiche e caratteristiche della TAM peruviana.

L’uso di Piante Maestre in Takiwasi

Nella Medicina Tradizionale Amazzonica le piante maestre sono considerate esseri viventi in grado di trasmettere conoscenza, una volta assunte all’interno di specifici rituali come la dieta1. Queste tecniche rituali sono state usate come strumenti terapeutici per oltre 25 anni nel centro Takiwasi come parte del protocollo per il trattamento delle dipendenze.

Le diverse diete cui il paziente prende parte durante la sua cura sono cruciali per il successo del trattamento. Takiwasi usa approssimativamente 20 differenti specie di piante per la dieta2, la maggioranza delle quali sono malamente descritte nella letteratura scientifica. Un altro fattore cruciale per il trattamento risiede nell’uso rituale della bevanda chiamata Ayahuasca, derivata dalla cottura di piante maestre psicoattive.

Lo stato modificato di coscienza generato dall’assunzione di questa bevanda permette ai pazienti del centro Takiwasi di accedere a una profonda introspezione che li porta alla radice dei loro comportamenti dipendenti. La susseguente fase di psicoterapia e integrazione delle informazioni ricevute durante le visioni è cruciale per permettere gli individui di diventare coscienti dei loro problemi e intraprendere un percorso di catarsi3.

tambo isolato per lo svolgimento della dieta in Tarapoto Perù
Riserva botanica di Takiwasi, Tarapoto, Perù. Foto credits: Fabio Friso

Usi moderni e tradizionali della dieta.

I popoli originari hanno usato la Dieta per ottenere insegnamenti sulle pratiche per la loro sopravvivenza quotidiana, come cacciare, divinare, consultarsi con gli antenati, curare e guidare gli altri4. La dieta rappresenta inoltre un passo fondamentale durante l’apprendistato o l’iniziazione di un futuro sciamano5.

In base all’esperienza del Centro Takiwasi, possiamo osservare che da molti curanderi l’abilità di curare è stata scoperta proprio mentre stavano venendo curati attraverso l’assunzione di alcune di queste piante maestre6. La cura e l’apprendimento avvengono durante la cosiddetta mareación, che è il nome che viene dato alle esperienze che accadono durante lo stato modificato di coscienza, nel linguaggio locale.

La dieta permette al paziente, sia i consumatori di droghe che i non dipendenti, di affrontare blocchi – psicologici e sociali – e traumi, creando uno speciale contatto con la natura e il proprio sé interiore, e di impegnarsi a perseguire una purificazione che elimina gli elementi tossici a livello fisico, emozionale, mentale e spirituale. Permette loro, allo stesso tempo, di espandere le proprie percezioni, riconnettersi con le emozioni represse, purificare e fortificare il corpo, e connettere con la dimensione sacra della natura.

Le regole che accompagnano l’ingestione delle piante.

Se la scelta della pianta da prendere è importante, le restrizioni che accompagnano la dieta lo sono persino di più7. Le regole che accompagnano l’assunzione delle piante maestre giocano un ruolo chiave nell’intensificazione degli stati amplificati di coscienza e, di conseguenza, nel permettere alle persone di entrare in contatto con lo spirito della pianta maestra che si sta dietando.

Le maggiori restrizioni nel protocollo di dieta proposto a Takiwasi sono: isolamento; regole alimentari (di solito verdure bollite e una porzione di riso, due volte al giorno, è tutto ciò che è permesso); sale e zucchero devono essere evitati tutto il tempo, come anche l‘alchool, il maiale, e il cibo speziato; questi devono essere evitati fino a due settimane dopo la chiusura del processo, nel periodo che viene chiamato post-dieta.

Eccessivo lavoro fisico, ambienti caotici, esposizione al sole, fuoco o odori troppo forti devono anche essere evitati; è richiesta anche totale astinenza sessuale (sia masturbazione che rapporti).

Il processo post-dieta

Alla fine della dieta, il guaritore pratica una “soplada” (soffiare il fumo del tabacco) nei punti energetici principali del paziente. Amministra anche una mistura di limone, cipolla tritata, aglio, pepe, e sale, per ‘tagliare’ (cortar) la dieta, e chiudere il corpo energetico che invece è altamente sensitivo e aperto durante il periodo di isolamento.

Dato che le piante continuano a lavorare anche dopo che questa la dieta è finita, la persona deve seguire le restrizioni indicate per tutto il periodo post-dieta. Si crede che una larga parte dell’effetto della dieta dipenda dal processo di integrazione che segue.

I curanderi amazzonici considerano che rispettare le regole post-dieta sia essenziale affinchè l’integrazione avvenga nel giusto modo a tutti i livelli, per evitare i rischi correlati alla ‘cruzadera‘, un termine che si riferisce alle interferenze energetiche che posso causare disordini di vario tipo, dai più piccoli ai più seri.

Diete Amazzoniche in contesti Occidentali

La dieta come strumento terapeutico sta diventando sempre più popolare in tutto il mondo, e gli Occidentali viaggiano in varie regioni dell’Amazzonia per sottoporsi a questo tipo di trattamenti, contribuendo al cosiddetto “turismo sciamanico”.

Pochi esperimenti pionieristici stanno tentando anche di riprodurre la dieta fuori dal contesto amazzonico, usando piante della flora locale. Questi esperimenti sono dislocati in Francia, ma nei recenti anni, possiamo osservare la diffusione di queste proposte in altri paesi Europei come Spagna, Portogallo, Olanda e Irlanda, come anche Canada e USA.

Risultati e Valore Terapeutico

Il valore terapeutico di una dieta sembra risiedere nella combinazione di differenti fattori (piante maestre, isolamento, digiuno etc.). Secondo l’opinione di Jacques Mabit, MD, curandero e fondatore del centro Takiwasi, i cambiamenti che possono essere osservati in una persona dopo una dieta hanno a che fare con la loro struttura della personalità, ovvero si mantengono nel tempo. Personalmente posso dire che la maniera di relazionarsi con il mondo esterno, l’abilità di esplorare quello interiore e lo sviluppo di una vita onirica, viene tutto influenzato in maniera permanente.

Per questo la dieta è considerata essenziale per una guarigione a lungo termine ed è il principale strumento di apprendimento per chi viene iniziato al curanderismo Amazzonico. Secondo l’osservazione dell’esperienza clinica del personale terapeutico del centro Takiwasi, un risultato comune dopo la prima dieta di un tossicodipendente – che solitamente è prevista nel terzo mese di permanenza – è la riconferma del desiderio di guarire.

Da questo momento in poi, inizia ad agire in modo più sincero ed aperto nei confronti dei terapeuti. Per la prima volta c’è una rivelazione sincera riguardo le sue intenzioni e sentimenti in gioco. Il paziente ritorna nella comunità terapeutica con un senso rinnovato di appartenenza al gruppo.

Riserva botanica di Takiwasi, Tarapoto, Perù. Foto credits: Miguel Palomino

Considerazione sulla relazione tra Umani e Natura

Durante una dieta le persone spesso si ritrovano a passare molto tempo in silenzio evitando di usare il discorso verbale, riducendo così l’attivazione di certi circuiti della corteccia cerebrale che, in uno stato ordinario di coscienza, rendono la funzione razionale predominante. Limitando parzialmente il pensiero logico lo spazio si apre a una sfera più intuitivo-istintuale, di solito repressa nella vita quotidiana di un Europeo comune.

L’immersione totale nella natura spesso permette alle persone di osservare per la prima volta il variegato microcosmo degli insetti dell’Amazzonia, mentre si è allo stesso tempo circondati dalle ripetitive melodie di uccelli, cicale e rane. A volte l’incontro visivo con animali più grandi, specialmente scimmie e bradipi, può contribuire a far emergere la sensazione di “riconnessione con la natura”, come è comunemente riportato dai partecipanti di provenienza urbana.

La forma umanoide di questi animali spinge a prendere coscienza del fatto che gli esseri umani sono solo uno dei tanti animali che abitano il pianeta, portando così a una riconsiderazione più egualitaria del proprio posto nel reame vivente. Questo può facilitare l’esperienza di sentirsi parte di un tutto: una sensazione condivisa anche da varie culture mistico-religiose che, in certi contesti, possono portare a una reale condizione estatica.

Conclusioni:

Dato il recente aumento di interesse per le diete, specialmente nel contesto del cosiddetto turismo sciamanico della foresta Amazzonica Peruviana, possiamo aspettarci che questa tecnica delle tradizioni indigene sarà sempre maggiormente investigata dai ricercatori scientifici accademici, come sta già accadendo per la ben nota bevanda psicotropa Ayahuasca.

Nella cultura occidentale, la dieta può essere integrata non solo come uno strumento terapeutico, ma anche come un mezzo significativo per l’ecologia del futuro: l’etimologia del termine “ecologia” si riferisce al concetto di “discorso sull’uomo-natura”. Dietando la loro propria flora locale, le persone possono includere in questo discorso i messaggi e le intuizioni ricevute direttamente dalle piante; non per caso spesso definite come “persone non umane”8.

Per approfondimenti: http://www.takiwasi.com/

 

  1. Luna, L. E. (1984). The concept of plants as teachers among four Mestizo shamans of Iquitos, Northeastern PeruJournal of Ethnopharmacology, 11, 135–156. doi: 10.1016/0378-8741(84)90036-9 

  2. Politi, M., Friso, F., & Mabit, J. (2018).Plant based assisted therapy for the treatment of substance use disorders – part 1. The case of Takiwasi Center and other similar experiencesRevista Cultura y Droga, 23(26), 99–126. doi: 10.17151/culdr.2018.23.26.7 

  3. Mabit, J. (2001). L’alternative des savoirs autochtones au « tout ou rien » thérapeutique (The alternative of indigenous knowledge to therapeutic “all or nothing”)  Psychotropes, 7, 7–18. doi: 10.3917/psyt.071.0007 

  4. Sanz-Biset, J., & Cannigueral, S. (2011). Plant use in the medicinal practices known as “strict diets” in Chazuta valley (Peruvian Amazon)Journal of Ethnopharmacology, 137 271–288. doi: 10.1016/j.jep.2011.05.021 

  5. Jauregui, X., Clavo, Z. M., Jovel, E. M., & Pardo-de-Santayana, M. (2011). “Plantas con madre”: Plants that teach and guide in the shamanic initiation process in the East-Central Peruvian Amazon. Journal of Ethnopharmacology, 134(3), 739–752. doi: 10.1016/j.jep.2011.01.042 

  6. Torres Romero  J. (1998). Transmisión del conocimiento médico tradicional [Transmission of traditional medical knowledge]. Retrieved from https://www.takiwasi.com/…/transmissionoftraditionalmedicalkn…

  7. Giove, R. (2002). La liana de los muertos al rescate de la vida, medicina tradicional amazónica en el tratamiento de las toxicomanías [The vine of the dead to the rescue of life:  Traditional Amazonian medicine in the treatment of drug addiction 

  8. Daly, D. (2015). What kind of people are plants? the challenges of researching human-plant relations in Amazonian Guyana. Engagement.  Retrieved September, 10, 2018, from https://aesengagement.wordpress.com/2015/12/08/what-kind-of-people-are-plants…

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