L’uso a lungo termine di ayahuasca porta a cambiamenti nella struttura del cervello

by Dale Richardson, Ph.D.
23 Ottobre 2015

L’Ayahuasca sta sperimentando in occidente un’espansione culturale simile a quella avuta dallo yoga e della meditazione nei decenni passati.

Questa incredibile medicina è fiorita nella coscienza di decine ma forse centinaia di ricercatori in tutto il mondo, che viaggiano in Amazzonia per partecipare alle cerimonie di ayahuasca. In concomitanza con questo incremento di uso dell’ayahuasca c’è una crescita di investigazioni scientifiche riguardo ai suoi effetti sul corpo e sulla psiche.

Come seguito a uno studio condotto nel 2012, in cui ricercatori dell’Istituto Sant Pau di Barcellona valutarono gli effetti a lungo termine dell’uso di ayahuasca, e fornirono evidenza che l’ayahuasca non causa danni a lungo nei suoi consumatori, un team simile di ricercatori sempre del Sant Pau ha ora studiato l’uso prolungato di ayahuasca e la sua associazione con modifiche nella struttura del cervello e della personlità. I loro risultati sono stati pubblicati nel giornale Europe di Neuropsicofarmacologia nell’aprile del 2015.

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Il team ha studiato un gruppo di 22 consumatori regolari di ayahuasca e ha comparato la risonanza magnetica (MRI) dei loro cervelli con quella di 22 soggetti appropriatamente selezionati come campione di controllo, che non avevano mai bevuto ayahuasca.

I ricercatori hanno usato queste risonanze magnetiche per misurare lo spessore corticale, una metrica usata per valutare la normalità o meno della neuro-anatomia, che può fornire informazioni sul normale sviluppo del cervello e sul progresso delle malattie. I consumatori regolari inclusi nello studio avevano usato ayahuasca in contesti cerimoniali per lo meno 50 volte negli ultimi due anni, che equivale a partecipare a una cerimonia a settimana.

Selezione dei partecipanti a esperimenti con ayahuasca

I ricercatori hanno avuto grande cura nell’assicurarsi che tutti i partecipanti allo studio non avessero storie personali di disordini psichiatrici o neurologici, avessero usato cannabis non più di 20 volte e altri tipi di droghe 10 volte o meno. Questo accorgimento è stato ritenuto necessario affinché ogni differenza osservabile nella struttura del cervello o della personalità, potesse essere più plausibilmente attribuita all’ayahuasca che ad altri fattori.

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Dopo aver analizzato le risonanza magnetiche i ricercatori hanno trovato che lo spessore corticale era alterato in otto aree del cervello nel gruppo di test di consumatori di ayahuasca, rispetto al gruppo di controllo.

La differenza più prominente è stato un assottigliamento nella corteccia cingolata posteriore, una parte del cervello coinvolta nella formazione di costrutti complessi, come l’ego o se stessi. Interessante notare che i ricercatori hanno trovato anche un assottigliamento della corteccia cingolata anteriore, nei consumatori di ayahuasca, un’area del cervello che è ritenuta responsabile di governare l’attenzione e il controllo cognitivo.

In analisi correlate, i ricercatori hanno osservato che frequenze maggiori, e maggiori anni di uso di ayahuasca, sono associati con uno spessore minore della corteccia cingolata posteriore.

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Punteggi più elevati nei test psicologici

In linea con queste evidenze ci sono differenze nei punteggi tra il gruppo di test dei consumatori di ayahuasca e quello di controllo, per quanto riguarda la personalità e la neuropsicologia. I consumatori di ayahuasca hanno avuto punteggi significativamente più bassi che il gruppo di controllo nei tratti della personalità identificanti il pessimismo e la preoccupazione nel prevedere problemi futuri, e punteggi più alti negli indicatori della trascendenza di sé, una caratteristiche esemplificatrice di spiritualità, religiosità ed espansione oltre i confini personali, nel considerare sé stessi come parte integrante dell’universo come un tutto.

Questi punteggi alti nella trascendenza di sé sono stati associati alla corteccia cingolata posteriore più sottile. “Quindi,” gli autori dello studio affermano, “differenze in questo tratto della personalità potrebbero avere una base neurale, ed essere il risultato della ripetuta assunzione di ayahuasca.

Ma come può l’ayahuasca aver portato a tali cambiamenti osservabili nel cervello?

Trasformazioni neuro-psico-biologiche

Gli autori suggeriscono che le differenze strutturali possono essere il risultato dell’attivazione da parte dell’ayahuasca di certi geni responsabili di modulare la crescita e la flessibilità delle connessioni neurali, e suggeriscono che “è plausibile che l’azione farmacologica diretta del DMT sia responsabile delle differenze strutturali osservate dopo l’esposizione ripetuta all’ayahuasca.” La DMT (N,N-Dimetiltriptamina) è l’ingrediente psicoattivo primario che si trova nel preparato chiamato ayahuasca.

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Accanto alle differenze nella trascendenza di sé e nelle preoccupazioni per l’avvenire, i consumatori di ayahuasca hanno anche avuto risultati migliori nei test neuropsicologici (che valutano fattori come la memoria, la pianificazione e la capacità di adattamento) rispetto al gruppo di controllo, rispondendo con un numero più alto di risposte esatte e un numero minore di errori.

Simili aumenti delle capacità cognitive nei consumatori di ayahuasca furono riscontrati negli utilizzatori di ayahuasca anche in studi precedenti. Gli autori suggeriscono che questi aumenti di capacità possono essere attribuiti alla maggior sottigliezza della corteccia cingolata anteriore riscontrata nei consumatori di ayahuasca.

A supporto ulteriore del fatto che non ci sono danni conseguenti all’uso protratto di ayahuasca, i ricercatori non hanno trovato nessuna differenza tra il gruppo dell’ayahuasca e quello di controllo, in nessun aspetto sintomatico o psicopatologico. Anche se il team di ricercatori ha riscontrato diversi notevoli mutamenti nella struttura del cervello, maggiore trascendenza di sé, e migliori prestazioni cognitive nel gruppo dell’ayahuasca rispetto al gruppo di controllo, non sono stati in grado di stabilire una stretta base causale, a causa della natura trasversale dello studio.

Cautela sul significato dei risultati

In altre parole, poiché lo studio misurava solo i soggetti in un particolare momento, hanno potuto solo dire che i loro dati suggeriscono che “l’uso regolare di droghe psichedeliche potrebbe portare a un mutamento nel tessuto cerebrale.

Nonostante questo ammonimento, i ricercatori dell’Istituto Sant Pau stanno tenacemente aprendo la strada per una comprensione scientifica dell’impatto dell’ayahuasca nel corpo umano, nella psiche e nello spirito. I risultati di studi come questo aiuteranno a fornire un approccio basato sull’evidenza, per stabilire gli standard di sicurezza e altre considerazioni necessarie ad affrontare l’espansione globale dell’ayahuasca.

 ORIGINALE TRADOTTO DA: http://reset.me/study/study-long-term-use-of-ayahuasca-linked-to-changes-in-personality-and-brain-structure/

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1 commento

  1. Ho scoperto casualmente questo rimedio, e trovo molto interessante le potenzialità terapeutiche che esprime, soprattutto a livello di trattamento della depressione, malattia che colpisce moltissime persone e ne rende la vita molto sofferta. Il fatto che inibisca in ultima analisi il reuptake della serotonina e l’azione della DMT, concorrono al miglioramento dell’umore e del processo cognitivo, ciò fa ben sperare per applicazioni future farmacologiche. Condivido il fatto di approfondire ogni aspetto che possa tornare utile nella neurofarmacoligia un campo molto complesso ma con enormi potenzialità di sviluppo.

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