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Ayahuasca: guida alla prassi ottimale secondo ICEERS

I. Questo documento è una compilazione di prassi virtuose riguardo l’uso dell’ayahuasca, a beneficio di persone che organizzano e conducono le sessioni.

Può anche essere utile per i partecipanti che vogliono valutare la sicurezza e l’affidabilità di ciò che gli viene offerto. E’ da intendersi come una guida per l’implementazione di misure adatte a garantire la sicurezza per chiunque si approcci all’ayahuasca, ed è aperta a contributi e suggerimenti.

I.1. Chiunque abbia intenzione di tenere cerimonie di ayahuasca

dovrebbe prima ottenere una conoscenza e una ragguardevole esperienza nelle seguenti aree:

  • a) la farmacologia dell’ayahuasca
  • b) il rischio e le controindicazioni dell’ayahuasca
  • c) le implicazioni legali dell’ayahuasca
  • d) il primo soccorso
  • e) la teoria sugli stati non ordinari di coscienza e gli approcci terapeutici
  • f) una estensiva esperienza pregressa personale con l’ayahuasca
  • g) formare un team di collaboratori
  • h) il proposito legato all’assunzione dell’ayahuasca e i significati etici del realizzarlo
  • 1.Selezionare e preparare i partecipanti

I.2. Mandare a tutti gli interessati uno scritto con informazioni sull’ayahuasca,

un tempo sufficientemente prima rispetto alla sessione, affinché essi siano correttamente informati e possano prepararsi responsabilmente per la sessione. Includere informazioni su:

  • a) le proprietà dell’ayahuasca, la sua composizione, i suoi effetti e i potenziali rischi
  • b) le implicazioni di bere ayahuasca
  • c) le restrizioni dietetiche prima e dopo la sessione
  • d) le responsabilità dello staff e dei partecipanti
  • e) le procedure e il funzionamento della sessione
  • f) il processo nel suo complesso

I.3. Mandare a tutti gli interessati un formulario medico da riempire e restituire:

  • a) Questionario generale sulla salute (vedi l’esempio allegato)
  • b) Questionario Sulla Salute Mentale (ad esempio. CAPE, SCL-90-R)
  • Condurre un’intervista faccia a faccia con ciascuno degli interessati:
    • a) farsi un’idea della persona, cercare quale sia la vera motivazione per cui vogliono fare la sessione, e assicurarsi qualitativamente del loro stato corrente
    • b) se un partecipante ha avuto precedenti esperienze, prendere nota di qualsiasi cambiamento che possa aver notato dalla loro ultima sessione

I.4. Presentare all’interessato un consenso informato da firmare e spigargliene il motivo (vedere l’esempio allegato)

Usare l’informazione ottenuta dal questionario e dall’intervista per decidere se accettare o rifiutare la persona. Considerare inoltre anche questo: L’interessato deve essere capace di dimostrare che ha capito il processo personale che la sua partecipazione comporta.

Accettare solo interessati che non richiedano un’assistenza superiore (in termini di tempo e numero di persone) a quella disponibile nel contesto della sessione.

L’interessato potrebbe aver necessità di ulteriore terapia prima di bere ayahuasca, in questo caso dovrebbe essere consigliato a cercare un aiuto professionale.

Nel caso l’interessato fosse rifiutato, suggerirgli alternative e spiegargli le ragioni della decisione.

Se si ha qualsiasi dubbio sull’accettabilità di qualsiasi persona, è meglio non accettarla.

I.5. Altri suggerimenti per queste fase preliminare:

Padrini/Madrine: per le sessioni condotte in altri paesi può essere utile introdurre i concetti di padrino e madrina. Questo implica l’accettazione di nuovi partecipanti solo se arrivano attraverso chi ha già esperienza con il contesto e la pianta. Il padrino/madrina ha il ruolo di persona disponibile in caso di emergenza e si prende la responsabilità di introdurre il nuovo arrivato al gruppo e al suo funzionamento.

Intenzione: L’organizzatore della sessione deve incoraggiare i partecipanti a prepararsi correttamente per l’esperienza e offrire suggerimenti su come farlo.

Legami: è consigliato stabilire un legame personale e di supporto tra la persona che offre la cerimonia a il partecipante.

II. Prima della sessione

La persona o il gruppo che organizza la sessione dovrebbe:

II.1. Conoscere la forza dell’ayahuasca

e sapere che ingredienti sono stati usati per cucinarla. Nessuna preparazione dovrebbe essere somministrata se non è stata analizzata o testata precedentemente dalla persona responsabile.

II.2. Avere abbastanza facilitatori

alla mano per provvedere a tutti i partecipanti. Non è consigliabile tenere sessioni numerose senza assistenza.

II.3. Selezionare un luogo sicuro con sufficiente spazio,

acqua da bere e bagni disponibili per il gruppo, in posti dove si possa stare indisturbati, ma non troppo isolati.

II.4. Assicurare ai partecipanti la sicurezza fisica e il confort,

preparando l’ambiente per accogliere i loro bisogni (ad esempio rimuovere ogni oggetto pericoloso, rendere il luogo accogliente, provvedere con materassini, secchi, fazzoletti di carta etc.)

II.5. Avere un piano di emergenza per vari scenari.

Essere sicuri che tutto il team ne sia a conoscenza.

III. Durante la sessione

La persona o il gruppo che organizzano la sessione dovrebbe:

III.1. Valutare la dose corretta

in accordo all’età, al genere, all’esperienza, alle condizioni di salute e dei bisogni individuali. Se non certi, somministrare una dose minima.

III.2. Assicurare la sicurezza fisica dei partecipanti

tenendo d’occhio i potenziali rischi (per esempio rimuovere oggetti pericolosi, evitare che qualcuno si metta alla guida, o che qualcuno per sbaglio di sieda nel materassino di un altro, o che vaghi in giro etc.)

III.3. Assicurare la sicurezza emozionale dei partecipanti.

Questo include provvedere al supporto emotivo necessario, assicurandosi che non avvengano interazioni dannose tra i partecipanti e/o gli assistenti, e vigilare sul benessere dei partecipanti.

III.4. Non lasciare mai i partecipanti da soli. In nessuna circostanza.

III.5. Proteggere l’integrità, la privacy e la sicurezza di tutti i partecipanti e delle loro interazioni.

III.6. Nessun partecipante dovrebbe lasciare la sessione prima che sia chiusa.

III.7. Verificare ogni partecipante individualmente prima di chiudere la sessione,

per assicurarsi che si trovi in uno spazio emozionale stabile.

III.8. Chiedere l’aiuto adeguato in caso di bisogno,

di emergenza o di situazioni difficile. Essere in grado di delegare. Non negare mai aiuto a nessuno, neanche se questo dovesse comportare il rischio di incorrere in problemi legali. La sicurezza prima di tutto.

III.9. Altri suggerimenti per massimizzare i potenziali benefici durante la sessione:

Posizione fisica: suggerire ai partecipanti di mantenere una posizione eretta invece che di sdraiarsi, durante la sessione. Questo previene ogni rischio di soffocamento in caso di vomito, aiuta a vedere se qualcuno sta svenendo etc.

In caso di problemi: se qualche partecipante dovesse incontrare qualche difficoltà emozionale durante la sessione, procedere con semplici tecniche non farmacologiche (respiro focalizzato, ascolto attivo, presenza serena etc.)

Medicazioni: predisporre che ci sia qualcuno di qualificato a prescrivere medicine in caso di bisogno. Usare le medicine solo come ultima risorsa.

IV. Dopo la sessione

La persona o il gruppo che organizza la sessione dovrebbe:

IV.1. Dare ai partecipanti tempo necessario per riprendersi

prima di permettergli di lasciare il locale e assicurarsi che abbiano una stanza per riposare. Tradizionalmente i partecipanti possono scegliere se rimanere nei loro materassi fino al mattino o tornare ai loro alloggi.

IV.2. Assicurarsi che ci sia il supporto disponibile per quelli che ne hanno bisogno, anche dopo la sessione.

IV.3. Provvedere ad un’area per l’integrazione

dove le persone possano, individualmente o in gruppo, usare materiale creativo (carta, colori pastelli o di cera per disegnare etc.) mentre processano la loro esperienza.

IV.4. Assicurarsi che tutti i partecipanti abbiano l’opportunità di condividere

la loro esperienza con il resto dei partecipanti del gruppo. Essere attenti agli interventi durante la condivisione in gruppo. Avere un’attitudine attiva all’ascolto, senza giudizi né interpretazioni che possono minimizzare la portata dell’esperienza. Permettere ai partecipanti di raggiungere le loro conclusioni e interpretazioni in autonomia.

IV.6. Verificare lo stato fisico ed emozionale di tutti i partecipanti prima che se ne vadano.

Offrire la possibilità di un supporto addizionale dopo la sessione. Provvedere a informazioni di contatto, numeri di telefono o indirizzi e-mail, ed essere disponibili a mantenere una comunicazione.

IV.7. Dirigere i partecipanti verso un professionista qualificato

se non si è capaci a provvedere al livello di supporto necessario durante il processo di integrazione. Chiedere ai partecipanti di riempire ancora il questionario medico nella settimana successiva (per esempio SCL- 90-R)

IV.8. Altri suggerimenti sull’integrazione/follow-up:

Feedback: può essere utile avere un questionario in cui i partecipanti possano esprimere la loro impressione sulla sessione, o chiedere loro di esprimersi a riguardo, con l’obiettivo di migliorare il supporto offerto.

Generare conoscenza: questionari validati possono essere somministrati per misurare l’impatto dell’esperienza sulla vita quotidiana dei partecipanti nel lungo periodo e monitorare il processo di integrazione (per esempio SCL-90-R)

Self-care: chi conduce la sessione deve essere consapevole del proprio ruolo di assistente e non farsi trasportare se i partecipanti lo vogliono ringraziare per la profonda esperienza vissuta o lo vedono come una sorta di guida spirituale. E’ importante essere d’aiuto ma sapendo che è ogni singolo partecipante che dirige il suo processo ed è responsabile della sua propria evoluzione, come delle scoperte e connessioni che sperimenta.

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1 commento

  1. giustissimo…… Ma ho partecipato a diverse cerimonie in vari contesti, ma mai e poi mai le preparazioni e le procedure si avvicinavano neppure lontanamente a quanto suggerito nell’articolo, Italo Cillo è stato quello piu serio e corretto ma purtroppo non c’è piu.
    Comunque grazie del vostro importante servizio
    Ulisse

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