Allerta: Gê Marquez (Umbandaime) accusato di abusi sessuali

Ayahuasca, LSD, ecstasy, DMT puro, marijuana, alchool, rituali manipolatori: questi sarebbero gli espedienti usati da Gê Marquez per abusare sessualmente delle frequentatrici del culto.

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N.D.T. pubblichiamo questo articolo non senza dolore, in quanto il lavoro di Gê Marquez ha costituito parte del cammino per alcuni di noi, e pensare che tutto questo potrebbe essere accaduto veramente ci addolora moltissimo. Tuttavia ci sentiamo di diffondere questa informazione, per permettere a ciascuno di riflettere sull’argomento.
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FONTE: https://www.vice.com/pt_br/article/43zykq/o-guru-brasileiro-acusado-de-usar-ayahuasca-ecstasy-e-lsd-para-abusar-de-mulheres

Secondo i resoconti di 18 ragazze, tra il 2003 e il 2015 Gê Marquez, 62 anni, fondatore della chiesa Reino do Sol – ibrida di Santo Daime e Umbanda – avrebbe abusato sessualmente di alcune frequentatrici della chiesa, e non. Due di loro hanno dichiarato che erano minorenni all’epoca dei fatti.

Il processo per abuso sessuale che coinvolge Gê Marquez, in cui quattro delle 18 ragazze deporranno, si svolge sotto la direzione del Pubblico Ministero di San Paolo, nel 14° distretto di polizia.

I fatti sarebbero accaduti quando i rituali si svolgevano nel centro San Francisco, nel quartiere Parelheiros di San Paolo. Secondo le segnalazioni, ci sono stati otto abusi in cui è stata usata l’ayahuasca, uno con DMT, cinque con ecstasy, due con marijuana, quattro con alcool, e quattro con LSD. Attualmente la chiesa si trova in una luogo nel comune di Mairiporã.

VICE ha avuto accesso ai documenti dei processi e alle e-mail interne delle persone del Reino do Sol e, nelle ultime settimane, ha conversato con ex-membri, avvocati dell’accusa e della difesa, antropologi e lo stesso Gê Marques, per ricostruire i casi che verranno illustrati qui di seguito.

Il passato oscuro e gli inizi della chiesa

Soggetto alto, magro, capelli grigi, pelle scura. Voce neutra, monastica. Sempre con gli occhiali, sicuro di sé. Gê Marquez nasce in Pariquera-Açu, dentro San Paolo, il 2 dicembre del 1956 ed è cresciuto a Registro (San Paolo), una città vicina, dalla famiglia.

Sandra Marquez, sua sorella, si trasferisce a Trancoso, in Bahia, nel 1981, dove apre il ristorante Capim Santo, nel 1985. Fu in questo periodo che Gê abitò in quella città bahiana di pescatori, e lavorò come professore di teatro.

Ex membri del Reino do Sol affermano che Gê è dovuto fuggire da Trancoso verso San Paolo, dopo aver abusato sessualmente di due ragazzine minori di età, una delle quali di 13 anni, l’altra di 15. Secondo loro, i padri delle ragazze lo minacciavano, e il cerchio si strinse per lui.

Ge Marquez abusi sessuali
Gê Marquez, leader dell’Umbandaime, accusato di abusi sessuali

In una denuncia recente, una ex-cameriera del ristorante Capim Santo (la prima filiale in San Paolo, in Villa Madalena, aperta nel 1998), il cui socio minoritario era Gê Marquez, afferma di aver subito un abuso sessuale da lui, nel 2001, prima della fondazione del Reino do Sol. Lei afferma che Gê era solito sottrarre denaro dalla cassa del ristorante e rubare le mance dei camerieri. Un altro membro che preferisce non identificarsi afferma che il futuro leader religioso ha cominciato i lavori di Daime nello stesso ristorante, prima di fondare la chiesa.

La fondazione del Reino do Sol è avvenuta nel settembre del 2001, primo giorno di primavera. L’obiettivo di Gê era offrire ai frequentatori un luogo di cura spirituale, sicurezza, protezione e rispetto per i leader. La location San Francisco in Parelheiros aveva nel suo terreno una casa dai soffitti alti, molte stanze e grandi finestre. Dietro alla costruzione c’era una piscina e, sopra, una collina con un boschetto recintato, dove Gê montava una tenda da campeggio, locale di meditazione di cui poche persone erano a conoscenza. Uno degli abusi sarebbe avvenuto in questa specie di capanna, dopo un rituale, quando offrì della marijuana a una delle ospiti. Una nuova testimone dice di essere stata abusata in una radura dentro allo stesso bosco.

Nella parte bassa del terreno c’era un altopiano dove si trovavano il tempio e il salone. Tutte le chiese del Santo Daime hanno un tavolo a forma di stella a sei punte nel centro della costruzione, con candele, immagini, fiori. Nei rituali di Umbanda all’interno del Daime questo altare è messo in un angolo del salone e il centro si trasforma nel punto dove le persone incorporano. Gê voleva costruire un altare per omaggiare i ‘Preto Velho’, entità dell’Umbanda, e organizzò un lavoro per raccogliere fondi a questo scopo, ma l’altare non fu mai costruito. Successivamente il tetto della chiesa crollò, e Gê organizzò un altro lavoro per raccogliere fondi. Non si sa cosa fece con i soldi per la ricostruzione.

Il giornalista Danilo Di Giorgi, 47 anni, ha cominciato a frequentare il Reino do Sol nel 2005 e si è affiliato nel 2006, partecipando all’organizzazione finanziaria della casa. Nell’epoca in cui smise di frequentare, nel 2014, la mensilità agli affiliati costava 100 reais, e ogni lavoro costava R$ 40.00. Secondo lui, attualmente la mensilità sarebbe di 120 reais e ogni lavoro costerebbe R$ 60,00. “Nei primi mesi mandavamo un resoconto elettronico dei costi, di quanto entrava e usciva di spese come luce, affitto, costo del Daime”, racconta.

Eravamo circa 100 affiliati nel 2006 e i lavori di Gira di Umbanda avevano una media di 200 frequentatori: i più grandi arrivavano a 500 partecipanti. Le ‘gire’ avvenivano ogni due mesi, e altri lavori erano intercalati con esse, come quelli di San Michele, San Giovanni e di sviluppo della medianità, ‘banca aperta’. “All’inizio pagava l’elettricità, poi si è fatto furbo. Passarono alcuni mesi e non vidi più il resoconto”.

“Durante una pratica in coppia, dentro la piscina, ha costretto il mio corpo contro il suo, mi ha spinto contro i suoi genitali, con forza, e mi ha tirato per i capelli.”

Con il passare degli anni il numero di frequentatori crebbe esponenzialmente. “Lui ha una faccia molto furba, molto sicuro di sé, dava l’idea che mettesse soldi di propria tasca per investire nel Reino, diceva che la chiesa era stata costruita con l’eredità lasciatagli da suo padre…”, afferma un ex-membro. In un lavoro grande, si potevano spendere qualcosa come 500 reais di Daime, che veniva dal Nord del paese.

Di Giorgi ha fatto la revisione della tesi di Gê in Scienze della Religione presso la PUC-SP. (Gê si è formato in giornalismo presso la ECA-USP. Nella tesi, riguardante l’Umbanda nel Santo Daime, ha studiato il primo gruppo che fece questa unione di rituali, di Padrino Sebastiano, responsabile della diffusione del Daime nel mondo. Gê cita un caso di un autore di violenza sessuale che Sebastiano ricevette nella sua comunità, conosciuto come Ceará, che sarebbe altrimenti stato castrato e ucciso dagli indigeni dell’Amazzonia).

Mi disse di prendere il mio pagamento dalla cassa di un grande lavoro (di Umbandaime n.d.t.), e ciò mi è suonato parecchio strano perché la tesi sarebbe diventata un libro, un progetto particolare della sua vita”, racconta Di Giorgi.

Non c’era un conto bancario della chiesa, solamente un conto personale di Gê. “Aveva modi molto lassisti, era un buongustaio, mangiava sempre fuori di casa, viaggiava molto, usava tutto questo denaro e in più chiedeva altri 100 reais per ogni incontro terapeutico individuale, senza una licenza legale, nel suo appartamento”, dice Di Giorgi.

Rituali e abusi

Così come nei lavori tradizionali della dottrina del Santo Daime, nel Reino do Sol si fa un preghiera all’inizio, Padre Nostro, Ave Maria. Il lavoro è aperto e tutti bevono il Daime. Gli uomini formano una fila, le donne un’altra al lato opposto. Il Santo Daime è considerato un ‘essere divino in forma liquida’. Solamente gli uomini servono il Daime. Gê Marquez serviva sempre la bevanda alla fila delle donne. Dopo l’ingestione cominciano ad essere cantati gli inni. Gê ha due innari, quaderni dove trascriveva la musica ispirata dal Daime. Alcuni rituali si fanno seduti, altri ballando. Gli uomini portano un completo bianco e le donne un vestito bianco: la farda del Mestre Irineu.

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Immagine di una gira realizzata nel 2006

In mezzo al rituale lui si alzava e diceva: «Se un giorno io riconoscessi in una persona 98% di oscurità e 2% di luce, mi collegherò a quel 2%». Sembrava che stesse preparando le persone agli abusi, enfatizzava ‘l’importanza del silenzio’, ‘saper nascondere segreti’”, racconta Thais, una delle ragazze che ha testimoniato al processo.

Uno degli abusi raccontato dalle vittime della chiesa sarebbe cominciato nella casa di Gê in Trancoso, nel 2008. Joana aveva viaggiato con lui, un’amica e la figlia di Ge. “Lui mi ha offerto un caffè in casa sua, di notte. Ho bevuto un po’. Quando ho offerto il caffè alla figlia, lui ha reagito per non farglielo bere, fu allora che ho capito che c’era ‘qualcosa si speciale’ nel caffè”, dice. Joana comincia a sentire la sua coscienza alterata, tachicardia, sensazioni strane in tutto il corpo. “Gê venne fino all’hotel dove alloggiavamo io e la mia amica, entrò nella camera e ci invitò a sdraiarci tutti nel letto”. Cominciò a circuirla e a dirle che stava ricevendo un ‘inno’ – canzone cantata nei rituali di Daime (si dice che alcuni praticanti della dottrina ‘ricevano’, canalizzando, e possano offrire inni per altre persone, come un messaggio spirituale). Questo messaggio spirituale è anche chiamato ‘regalo’ e aiuta a consolidare i ‘patti del silenzio’.

Gê inoltre si presentava come ‘guida dell’Umbanda’.Era chiaro che lui distribuiva le guide, specialmente alle ragazze più giovani e più belle, io stessa ricevetti una guida molto presto”, racconta Helena, altra ragazza che ha fatto causa contro il leader della chiesa. Lei lo conobbe nel 1995, quando aveva 9 anni, in un’altra chiesa di Santo Daime, che frequentava con sua madre, la Flor das Aguas, legata al Mestre Irineu, fondatore della dottrina. Alla fine degli anni ’90, anche Gê frequentava il Ceu de Maria, centro di Daime di cui era presidente il disegnatore Glauco Vilas Boas, assassinato nel 2010 nei locali della stessa chiesa.

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Altra scena comune nei rituali di gira della chiesa

Márcia entrò nel Reino do Sol nel 2007, a 15 anni. Nel 2009, a 17 anni, cercò Gê Marquez per consigli su questioni adolescenziali che stava attraversando. Lui viveva in un vecchio edificio in via Rodésia, Villa Madalena, e realizzava incontri individuali nella sala, vicino a janela, uno spazio separato con un paravento. “Dopo una sessione lui mi ha baciata, mi ha palpeggiata, e mi ha chiamato ‘bellezza’, in un corridoio di un metro che si affacciava sulla porta di uscita”. Il leader spirituale non si faceva pagare per i colloqui con Márcia.

In una casa sita in Rua Girassol, senza divisioni di comodo, con piscina interna – lunga 25 metri con un fondo a forma triangolare – dopo aver consacrato il Daime, Márcia racconta: “Durante una pratica in coppia, dentro la piscina, ha costretto il mio corpo contro il suo, mi ha messo sopra i suoi genitali, con forza, e mi ha tirato per i capelli.”

“Non reagii, non sapevo come reagire. Non ricordo come siamo arrivati dal pavimento al letto. Nel letto si è messo il preservativo e ha realizzato la penetrazione e dopo qualche minuto ha terminato.”

Anche il terzo abuso avvenne nel suo appartamento. “Mi aveva invitato per una cena a casa sua. In un tono amichevole, mi offrì champagne per accompagnare la cena e poi marijuana, prendendo dal cassetto della cucina una sigaretta già pronta. Quando l’effetto della droga arrivò, si spostarono in camera sua col pretesto di fare un massaggio, mise una coperta per terra e le chiese di stendersi lì. “Non passò molto tempo, cominciò a togliermi i vestiti e tentò di baciarmi. Non reagii, non sapevo come reagire. Non ricordo come siamo passati dal pavimento al letto. Nel letto si è messo il preservativo e ha realizzato la penetrazione e dopo qualche minuto ha terminato.

Questo episodio è trapelato nel circolo interno della chiesa, nell’anno 2015. In difesa di Gê, in una email, Ramiro Miranda, attuale dirigente della chiesa, argomenta: “Questa storia non è mai stata segreta per chi gli era vicino. Dopo questo incontro consensuale, per molti anni lei è restata normalmente nella corrente, sempre allegra, disponibile e ubbidiente.”

In una email precedente, sempre del 2015, Gê prende in esame il caso e dice che condivise con lei “un alteratore di coscienza”: “Sei anni fa (sic), fui con una cara amica, che stava in procinto di compiere 18 anni”.

ge marquez accuse di abuso
Ge era rispettato da tutti i membri prima delle denunce

La lista con varie altre denunce segue. Per email Rosangela Perez, ex-moglie di Gê e attuale dirigente della chiesa, si espone: “Già è molto umiliante, già è sufficiente”, mettendo in mostra la sua preoccupazione per la sicurezza e la salute di Gê e del gruppo. “Con tutte le situazioni di dolore, non è una forma luminosa far proseguire oltre questa sofferenza, nello stesso modo in cui si sono prodotti tutti questi capricci”.
Ha aggiunto che il prezzo già era alto: “Per l’amore che tutti hanno avuto o hanno per questo uomo e per tutta la luce che ha comunque canalizzato”.

Ecstasy e LSD nel metodo

La notte del 24 dicembre 2008 i membri del Reino do Sol la passarono cantando l’innario di Mestre Irineu, fondatore della dottrina del Santo Daime. Bevvero caffè la mattina insieme, ancora nella location di Parelheiros. Il gruppo di separò e ogni membro andò a casa propria a riposare, fuori dal salone. “Lui mi invitò a casa sua, eravamo vicini, eravamo soli, era Natale”, racconta Thais. L’invito era per prendere un caffè, di sera. “Io accettai, ma fu con intenzione amichevole, già frequentavo la sua casa, eravamo amici.

Nella sala dell’appartamento le fu offerta ecstasy. Non lo avevo mai preso, dissi che non volevo, lui insistette e finii per accettare”. Non ci fu penetrazione, ma si masturbò di fronte a lei. “Quando mi accorsi, si stava già masturbando.

C’erano anche le esperienze che Gê organizzava per i ‘membri speciali’. Nel 2009 tre frequentatrici della chiesa furono invitate per un’esperienza corporale con massaggi, candele, erbe, materiale per defumigazioni. Gê aveva detto che sarebbe stato in un luogo appropriato, con piscina, sauna, perché era necessaria acqua abbondante.

“Con lo stato di coscienza completamente alterato dal DMT, dopo essere usciti dalla piscina, mi spinse nel letto e venne dritto sopra il mio corpo.”

Nel giorno dell’incontro le tre entrarono nella sua macchina senza sapere dove sarebbero andate. Il sacerdote del Reino do Sol disse che le avrebbe portate in un motel, che sarebbe stato un posto privato, accogliente. “Pensavamo che fosse una battuta, ridemmo, ma lui confermò che era proprio così”, dice Márcia. Arrivati al locale ci offrì DMT puro mischiato con champagne.

Così, quando l’effetto ebbe inizio, portò certi oli e disse loro di levarsi i vestiti. Cominciò a massaggiare una delle ragazze che era distesa sul letto in bikini. Poi ordinò incisivamente che le altre due facessero lo stesso, ma aggiungendo che una doveva massaggiare l’altra. “Nel momento successivo ci ha lasciato nella stanza e ha portato l’altra ragazza nella sauna”, continua Márcia.

Poi entrarono tutti e quattro in piscina. Disse a quella che aveva portato in sauna di togliersi i vestiti, ma lei si negò. Palpeggiava l’altra, tentando di convincerla a restare nuda. Alla fine dei conti arrivò a Márcia: “Col mio stato di coscienza completamente alterato dal DMT, dopo essere usciti dalla piscina, mi spinse sul letto e venne dritto sopra il mio corpo”. Inizio la penetrazione senza preservativo, ma si fermò, dicendo che era molto vicino all’eiaculazione. “Mi costrinse a fare sesso orale, spingendo la mia testa nella direzione del suo sesso.”

Dora racconta ugualmente un abuso sessuale di Gê favorito dall’LSD. Erano tre frequentatrici della chiesa, più una esterna. Si incontrarono in casa di una di loro. “Lui ci posizionò in circolo, fece delle preghiere in tono ritualistico di sacerdote e ci offrì LSD, suggerendo incisivamente che tutte lo prendessimo. Una delle ragazze non voleva ed egli insistette”, racconta Dora. Le cinque presero l’LSD.

In macchina c’era un clima strano, un silenzio sconfortante, nessuno capiva bene cosa stavamo facendo. Intanto arrivammo al posto scelto da Gê, un motel”, racconta. Una delle ragazze era lesbica. “Ho pensato che lei avesse paura che lui volesse penetrarla, perché la guardava con eccitazione. Passai la maggior parte del tempo vicino a lei, mentre lui penetrava le altre due senza preservativo, una dopo l’altra, che aveva il ciclo”, continua Dora. Loro gli chiesero di usare il preservativo ma lui si rifiutò di usarlo.

ge marquez, Reino do Sol
Al fondo, in centro, Gê accanto a Rosangela Perez, sua ex moglie

Credo che Gê Marquez sia uno psicopatico di triade oscura, per il suo narcisismo, metodo e organizzazione macchiavellici”, afferma Giulio Ferrari, attivista sociale e impresario di 39 anni, che aiuta a organizzare questa e altre denunce, come nel caso di João de Deus. Ferrari, che ha sofferto di abuso quando aveva 18 anni da parte di un altro guru, aiuta le persone con casi simili a far rispettare i propri diritti. “Lui sapeva come manipolare la vittima, per far si che abbassasse le difese e perdesse la razionalità, processo facilitato dall’uso di sostanze. Le vittime in verità, già erano parzialmente senza difesa, perché si trovavano di fronte a una figura che reputavano essere religiosa, sacra, di cui fidarsi.

Nel contatto stabilito da VICE, l’avvocato di Gê, Luiz Eduardo Kunts, commenta gli episodi: “È l’essere umano: invidia, rabbia, gelosia… Gê Marquez è un uomo che ha avuto relazioni consensuali con donne dentro e fuori dal Reino do Sol, come chiunque altro. Questo è normale.”

La difesa di Gê Marquez

In una email del 2015 ottenuta da VICE, Gê ammette: “Voi pensate che la continuazione di questo infangamento produrrà una qualsiasi guarigione? O qualcosa di ancora peggiore? Voi volete che questa lista di racconti continui così, aperta a qualsiasi cosa? Che bene può arrivare da questo? Voi volete la mia guarigione o la mia distruzione?”.

Il suo avvocato Luiz Eduardo Kuntz afferma che si tratta di una montatura. “Ci richiama l’attenzione la scarsità di prove e la curiosa coincidenza delle versioni, dimostrando che tutto è stato orchestrato per pregiudicarlo, senza un supporto nella realtà”, argomenta.È bizzarra questa idea che avrebbe offerto qualsiasi tipo di alteratore di coscienza fuori dai rituali del Reino do Sol”. E aggiunge: “I mentori intellettuali di questa falsa denuncia saranno responsabili di questo, quando l’investigazione terminerà”.

In un audio esclusivo per VICE, Gê dichiara: “Noi non abbiamo mai aperto i rituali alla stampa, perché i partecipanti non si sentono confortevoli in questo”, giustificando il divieto di entrare ai reporter nella location di Mairiporã. Nessun membro attuale, favorevole agli argomenti di Gê, ha accettato di essere intervistato.

Secondo l’avvocato dell’accusa, Maíra Pinheiro, specialista nella difesa delle donne, si stabilisce una relazione confidenziale tra vittima e carnefice, in modo che l’abuso viene commesso in forma da non sembrare veramente un abuso. “Nessuna di queste vittime si sarebbe trovata nella situazione dell’abuso, se avesse saputo che ci sarebbe stata una qualsiasi implicazione sessuale”, spiega.

L’antropologa e autrice di 24 libri in tema di sostanze alteratrici di coscienza, Bia Labate, 47 anni, afferma che “il Santo Daime è una religione di origine meticcia, tradizionale, ma infelicemente alcuni dei leader approfittano della gerarchia, della divisione dei compiti tra i sessi, e dell’essenzializzazione delle donne per ottenere vantaggi personali”. Aggiunge anche che “non si può incolpare la religione in sé, poiché non c’è niente nella dottrina del Daime che incentivi questo tipo di comportamento, piuttosto il contrario.

Secondo il suo avvocato, Gê si trova in Brasile. Le informazioni dicono che il leader allontanato ha un’agenda di lavori in India e in Italia, fissati per la fine del mese. Il PM è incaricato dell’obiezione. Sono fissati due audizioni per l’inizio di febbraio, con il procuratore Gabriela Mansur e altri due procuratori. Nel frattempo potrebbero spuntare nuovi casi.

N.B.I nomi delle testimoni sono fittizzi, così come da loro richiesto

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