VIDEO |Denuncia di Andres Cordoba su Ayahuasca International

Andrés Cordoba è, come si definisce lui stesso, uno yagecero, un mestizo, che da molti anni conduce cerimonie in Colombia. Nel corso del tempo ha acquisito una buona fama nel panorama internazionale, anche grazie al suo talento nel comporre musica di medicina, ma soprattutto, a dire dei più, per la sua onestà, la sua integrità, e la sua dedizione alla cura degli altri attraverso lo yagé.
Ha da pochissimo pubblicato un accorato video di denuncia/avvertimento contro le attività di Alberto Varela e Ayahuasca International giusto nella pagina di un loro evento programmato in Messico
Ci è sembrato molto significativo poter rendere disponibile la testimonianza di chi, nato nello stesso paese in cui Alberto Varela dice di aver appreso l’arte dello Yagé, mette in risalto contraddizioni e aspetti poco chiari della sua attività e della sua formazione. Quindi lo abbiamo tradotto. Pubblichiamo anche i video originali per chi volesse ascoltarli in spagnolo.

Commento allegato al post
«FAMIGLIA DEL MESSICO, FATE ATTENZIONE CON QUESTO MOVIMENTO DI AYAHUASCA, QUESTA MULTINAZIONALE HA INTERESSI IN COLOMBIA E IN ALTRE PARTI DEL MONDO. NON SIATE LE PREDE DI QUESTI ABUSATORI»

Trascrizione del primo video
«Per tutti voi un gran saluto, famiglia del cammino spirituale, il mio nome è Andrés Cordoba Delgado, il mio nome ancestrale è Anganoi.
Sono di Pasto Marino, del sud della Colombia, sono mestizo, non sono nativo, non sono Taita, non sono Guru, non sono sciamano, solamente sono un yaguécero che durante vari anni di formazione con il popoli nativi, i popoli indigeni, del basso, alto e medio Putumayo, si è formato tanto con il popolo Cofàn, che con il popolo Siona, che con il popolo Camshar, con il popolo Inga.
Ringraziando tutti i miei anziani per tutta la dedizione che hanno avuto con me, per tutta la pazienza, per poter essere un servitore della Grande Pianta Sacra che è il nostro Yagè.
Nella stessa maniera sono direttore della fondazione Tamagona, con cui facciamo recupero di tossicodipendenti, con cui facciamo un processo di acculturazione alle tradizioni, dentro questa grande città, Cali de Medellin, portando la cerimonia dello yagé in una forma gratuita, ma anche insegnando una cultura e una tradizione millenaria come gli stessi anziani l’hanno lasciata nella selva, di cui noi, la nuova generazione, stiamo facendo una rappresentazione degna dentro le città.

Senza scopo di lucro, senza voglia di aver una superbia spirituale e di andare sopra le leggi spirituali né tantomeno degli stessi anziani. In questa parte facciamo tutto un processo di rinascita, di riconoscimento di chi sono i nostri veri nativi, dando valore a tutto il processo di vita che hanno attraversato, a tutta la loro saggezza, per lasciarci grazie alla pianta sacra, tutta un’eredità ancestrale e millenaria.
Perciò in questo punto, cara famiglia, voglio esprimere subito la mia preoccupazione. Non nego che in un momento ho avuto rabbia, però per questo mi sono preso tutto il tempo per investigare, per poter semplicemente analizzare e comprendere quello che sta succedendo nel cammino spirituale, specialmente con lo Yagé. Quello che sta succedendo con la nuova gestione delle correnti spirituali che stanno sorgendo, tanto a livello nazionale, quanto a livello internazionale, dalla gestione dello Yagé, o Ayahuasca.
Voglio semplicemente dare un avvertimento, e davanti alla preoccupazione che ho che già mi rende triste, è per il fatto che semplicemente ci sono certe organizzazioni, ci sono certe persone, che stanno portando l’Ayahuasca, il nostro sacro Yagé, in altre forme che non vanno in accordo con la tradizione, promuovendo lo scopo di lucro, il riconoscimento personale, una superbia spirituale e un ego di cui, per mia parte, semplicemente, per ciò che io ho appreso nella tradizione, con i nostri anziani, non lo condivido.
Voglio avvertire e, se così si può dire, fare una denuncia al movimento di Ayahuasca International rappresentato dal signor Alberto Varela, di origine argentina, però radicato in Spagna perché ora, possiamo dirlo in forma semplice, ha una grande multinazionale. In cui semplicemente si afferma, si dice, che sono grandi facilitatori a livello internazionale e nel mondo.
Ma come possono portare il nuovo cammino spirituale con l’ayahuasca, se loro hanno certi facilitatori che, mi sembra molto strano che i facilitatori neanche bevono lo yagé. E che fanno altri tipi di sessioni che dicono non si possono chiamare né cerimonie né rituali, ma che sono solo ‘sessioni’, dove praticamente non bevono Yagé, non si parla di tradizione, né tantomeno si rispetta la cultura, l’eredità millenaria, le tradizioni, la mitologia, la leggenda, né tantomeno c’è un’eredità artigianale, neanche nell’idioma.
Quindi niente di tutto quello di cui noi ci prendiamo cura.
Quindi in questo modo facciamo questa denuncia di questa multinazionale, di fronte a questo signore, che si dice essere un uomo che sta aiutando comunità indigene, dove si suppone ci siano piantagioni di Yagé, dove loro cucinano il loro proprio Yagé. Cosa che noi stessi, qui in Colombia, quelli che sì, bevono con gli anziani, quelli che sì beviamo con i Taita, sappiamo qual è la tradizione e qual è la cultura, e a quale piano di vita ci porta il nostro Yagé.
Quindi voglio avvertirvi, a tutta la comunità nazionale come internazionale, che questo movimento, questa grande multinazionale che ha solamente scopo di lucro, per me, si per me, per me, è una truffa.
Per me è una gran menzogna.
E che in questa stessa maniera voglio alzare una voce di protesta di fronte a questa situazione che mi sembra essere molto preoccupante.
Mi sembra che non è sano per noi. Perché?
Perché sta giocando con la buone fede di molte persone.
Si sta giocando con la credibilità di persone che non conoscono la tradizione, però ci sono altre persone che vengono chiamate facilitatori e che presumibilmente guadagnano un sacco di soldi per poter fare la facilitazione di alcuni ‘incontri’ sciamanici, per trovare una guarigione spirituale.
Signori, se volete bere yagé, venite e bevete con gli anziani, visitate l’Amazzonia Colombiana, visitate il piedimonte Amazzonico. Però bevete con quelli che sono, con anziani, con yageceri, con Taita, che veramente vi insegneranno cosa è la pace e la guarigione spirituale.
In questa forma possiamo veramente trovare qual è la radice, la tradizione e la scuola filosofica ancestrale che noi abbiamo nel piedimonte Amazzonico.
Come vi ho detto, io non sono nativo, sono mestizo, però ho appreso dalla tradizione, e rispetto questa tradizione.
Perché? Perché rispetto anche la grande Divinità, a questo capello che Dio ha lasciato in terra, affinché anche noi imparassimo a rispettare i nostri avi e tutta la tradizione millenaria.»

Trascrizione del secondo video
«Ora, continuando con la seconda parte di questo video, di questo messaggio audio-visuale…
Cosa succede alla nostra situazione interna. Cosa succede con questa grande multinazionale che si è presentata nel nostro territorio e che dice che semplicemente stanno appoggiando sciamani di qui, della Colombia, che hanno terre, dove hanno piantagioni di yagé, dove hanno tutto un progetto turistico per gli stranieri, perché vengano e conoscano gli sciamani, perché vengano e conoscano i Taita.
Io mi chiedo quali sono i Taita, se io non sono Taita?
Nel piedimonte Amazzonico, alto, medio e basso Putumayo, i Taita si contano solo  molto pochi. Io chiedo alla multinazionale Ayahuasca International, io chiedo al signor Alberto Varela, quali sono questi Taita? Perché praticamente parlano di un solo Taita, Taita Querubin, un anziano rispettabile, il capo del popolo Cofàn. Però allo stesso tempo dentro il popolo Cofan ci sono molti altri capi e altri Taita.  Nel popolo Cofàn non esistono solo la riserva del lcabildo de Tumaicanchen, ci sono 17 riserve e cabildi dentro la Valle di San Miguel, dove abita il popolo Cofàn. Perché non si sono manifestati gli altri Taita di fronte ad Ayahuasca International, perché solo il Taita Querubin? Perché è la massima autorità?
Signori, amici del mondo. Taita Querubin è un solo rappresentante tra le molte, molte riserve che ci sono nel popolo Cofàn.
Perché non si è sentita la voce di Don Julio Salazar, perché non si è sentita la voce di Borsalito Menda, perché non si è sentita la voce di Taita Libo Queta, perché non si è ascoltata la voce di Taita Universalio, dell’anziana Maria, di altri Taita che sono reconditi nel popolo Cofàn, dell’anziano Rufino, che è anche del Popolo Cofàn al livello dell’equatore. E questi sono solo del popolo Cofàn.
Allora che succede con gli altri Taita degli altri popoli yagueceri dell’Amazzonia Colombiana? Parliamo dei Taita Siona, parliamo dei Taita Camcha, dei Taita (?).
Dove sono loro?
Dove sta la loro voce?
Perché ci basiamo sulla voce di un solo rappresentante?
E poi scusate se lo dico, loro sono la prima autorità, ma non è la massima autorità.
La massima autorità è il popolo. Gli stessi popoli nativi.

[—]
Dove sta il beneficio? Dove è semplicemente tutto questo benessere che Ayahuasca International, diretto da questo signore Alberto Varela sta dando a tutti questi Taita? Dove? Non lo vediamo manifesto.
Ho i documenti della denuncia che lo stesso popolo Cofàn, per parte dei suoi leader politici – perché una cosa sono le autorità tradizionali e un’altra cosa sono le autorità politiche e amministrative delle riserve – e vi mostrerò i documenti della denuncia che loro fanno a questo signore Alberto Varela e alla sua multinazionale Ayahuasca International, per tutti gli oltraggi che stanno facendo ai popoli nativi e alla Pianta Sacra. E soprattutto manifestando tutta l’intenzione di lucro a solo beneficio di sé stesso, della sua multinazionale, signor Alberto Varela.
Quindi non diciamo bugie, perché chi beve Yagé qui in Colombia conosce chi sono i Taita, chi sono i Maggiori, quali sono le Autorità Tradizionali e anche quali sono le Autorità Politiche e Amministrative.
Rispetto la parola di Taita Querubin. Il mio rispetto per voi, mio Taita. Però ci sono anche altri Taita. Ci sono anche altre autorità tradizionali che hanno voce e potere. Dove sono loro?
Però si, c’è la denuncia.
E abbiamo la denuncia a livello internazionale che hanno fatto ad Ayahuasca International e anche ad Alberto Varela. Di molti abusi, in tutti sensi, che, se ci fosse tempo, specificherei ognuno di essi. La denuncia che ha a livello legale tanto a livello internazionale e anche la denuncia legale che ha il popolo Cofàn contro questa multinazionale.

Però allo stesso tempo, che succede con la parte interna. Chi procura a voi lo yagé?
Perché non siete voi che lo preparate, questa è una grande menzogna. Qualcuno ve lo procura.
E sfortunatamente, sfortunatamente, non possiamo negare che anche dentro ai popoli nativi che velocemente hanno venduto la loro coscienza a questa multinazionale e, in una forma che praticamente possiamo dire è un traffico, vi procurano lo Yagè. Vi procurano l’Ayahuasca.
Quindi non andate a dire che semplicemente voi venite e preparate il vostro rimedio. Che venite e preparate lo Yagé. Perché questo, per me, è una falsità. Ci sono persone che nonostante siano native, con il consenso del Taita Querubin, o senza il consenso del Taita Querubin, ve lo procurano.
Questo si chiama traffico.

Però stiamo vedendo che questo beneficio è solo per voi.
Perché, se Ayahuasca International, come dice, promuovesse tutta questa bellezza che annuncia nella propaganda nelle reti sociali, noi Colombiani saremmo super grati a lei, signor Alberto Varela. Saremmo grati a voi e ai vostri facilitatori perché ci venite a dare tutto questo processo di pace e di guarigione e di benessere per noi e per il nostro popolo.

Però qui noi in Colombia non lo vediamo.
Per questo faccio questa denuncia.
Signori del mondo per favore, non ci lasciamo ingannare.
Torno a ripetere: volete conoscere il piedimonte Amazzonico? Siete i benvenuti.
Però andate con chi sa. Volete conoscere i veri Taita, anziani, tanto dell’alto, medio e basso Putumayo? Venite. E conoscete i veri Taita. Però non ci lasciamo ingannare da questi ‘facilitatori’.
E’ la legge del minimo sforzo: chi non conosce né tradizione né cultura e semplicemente viene a ingannare la gente. Tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale.
Quindi faccio questa denuncia. Alzo questa voce di protesta perché semplicemente mi sento scomodo, mi sento preoccupato, e mi sento triste, per questo sviluppo anti-sociale, anti-etico, che questo signore, con questa multinazionale, sta facendo.
E spero, molto semplicemente, di poter chiarire: signor Alberto Varela, se lei vuole venire a bere Yagé, se vuole venire a far conoscere la sua multinazionale, a far conoscere la sua grande impresa, il suo gran processo di vita qui in Colombia, siamo felici, viega pure.
Venga qui in Colombia.
Però venga e beva con i Maggiori.
Perché noi, i bevitori di yagé di qui, della Colombia, vogliamo vedere la sua faccia, però di fronte ai maggiori, davanti ai nostri Taita. E che sia anche lei a bere.
Vogliamo vederla bere.
Vogliamo vedere come è il suo viaggio, come è la sua trance, com’è il suo stato di ‘ubriacatura’.
Come è il suo piano di vita.
E allora con molto gusto le stringeremo la mano. Però le diremo anche quale è la nostra differenza. E saremo disposti ad ascoltarla.
Però sempre nella misura in cui lei rispetti – prima di tutto rispetti – il piedimonte Amazzonico, rispetti la tradizione della nostra cultura, rispetti la nostra pianta sacra.
E impaerà a rispettare se stesso.
Perché è per primo a se stesso che sta facendo male.
Molte grazie.

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2 commenti

  1. Potrebbe essere anche non preparata bene l’Ayahuasca?

    1. Certo, piú che ‘non preparata bene’, preparata con ingredienti non convenzionali, altre piante che potrebbero avere effetti collaterali piú pericolosi. Il caso piú comune é chi aggiunge la datura, per favorire meglio le visioni, dato che é questo che cercano gli occidentali.
      Ma la datura é molto pericolosa e potenzialmente anche mortale.
      Poi c’é anche chi dice che, proprio questa organizzazione di cui parla Cordoba, aggiunga DMT di sintesi alla bevanda che offre. Ma questo nessuno può verificarlo a meno di non fare test chimici.
      Per questo é sempre importante conoscere e fidarsi completamente della persona con cui si toma.

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