pericoli spirituali ayahuasca

I pericoli (spirituali) dell’ayahuasca (J. Mabit)

Prefazione (non dell’autore): Molto raramente si prendono in considerazione quelli che sono i pericoli più sottili dell’ayahuasca, cioè quelli energetici, spirituali. Di solito si tengono più in considerazione le cose visibili, tangibili, di cui l’aspetto fisico è certamente quello più evidente, seguìto da quello psicologico/psichiatrico.

TRADOTTO DALL'ORIGINALE: http://www.chamanismoparatodos.com/2014/09/01/los-peligros-de-la-ayahuasca/

Ma il pericolo ‘spirituale’? Quanta parte diamo a questo genere di considerazioni?
Eppure molti di noi dicono di voler frequentare sessioni di ayahuasca per evolvere spiritualmente, per allargare la coscienza, per andare verso il tanto agognato ‘risveglio’.
E se tra i pericoli dell’ayahuasca, quando presa in contesti non adeguati, ci fosse proprio quello di allontanarci dalla nostra meta spirituale? Se il pericolo fosse quello di alimentare le nostre illusioni e i nostri ‘mostri’ egoici, invece che di liberarcene?

Questo articolo é stato scritto dal dott. Jaques Mabit, fondatore del centro Takiwasi (Tarapoto, Perù) dove da più di 30 anni si sperimenta, su basi scientifiche oltre che rigorosamente in linea con la tradizione indigena, la cura delle tossicodipendenze con l’ausilio dell’ayahuasca e della Medicina Tradizionale Amazzonica.

Si, perché è bene ricordarlo, l’ayahuasca è solo una delle medicine della tradizione Amazzonica, pur sempre considerata la Madre delle medicine, ma non è l’unica. Molto importante nella tradizione Amazzonica sono la dieta e l’isolamento a contatto con la natura primitiva.In questo articolo Jaques Mabit ricorda esplicitamente quali sono queste trappole.

Invito calorosamente a leggerlo sia chi pensa di volersi cimentare nell’arte dell’ayahuasquero, sia chi sta cercando un contesto dove sperimentare l’ayahuasca.

Lascio la parola a Jaques Mabit:

“Sfortunatamente ci sono pochi scritti sui pericoli dell’ayahuasca perché si preferisce difenderla, già che è tanto attaccata dall’establishment, valorizzandola, e far conoscere i rischi potrebbe apportare argomenti alle persone che sono contro. D’altra parte le conseguenze spirituali ed energetiche non sono sempre evidenti a prima vista e si tende quindi ad negarle.

Per esempio quando la seduta di ayahuasca gonfia l’ego, il soggetto potrebbe sentirsi “chiamato” a diventare curandero (facilitatore, sciamano, terapeuta) e visto dalla prospettiva della new age è qualcosa di positivo mentre per noi è un inganno della persona a sé stesso o a volte una forma di infestazione spirituale.

La seduzione è il primo “trucco” del Male e soddisfa le aspettative narcisiste mascherandosi dietro le buone intenzioni del soggetto: vuole aiutare le persone, per esempio… però dietro può esserci una specie di auto-gratificazione egoica che non si vede. Questo si conosce in tutte le tradizioni spirtuali, ed è il motivo per cui il giovane deve essere accompagnato da un direttore della coscienza, una guida o un maestro. Con l’ayahuasca non c’è sacerdozio o istituzioni e chiunque può dire che “l’Ayahuasca mi ha detto…” questa o quell’altra cosa senza sottometterlo al parere di nessuno.

E’ una fonte di grande errore e auto-inganno. E’ il tema centrale in tutto ciò è il discernimento delle informazioni che sorgono nelle sessioni con Ayahuasca: vengono dal mondo spirituale? Da che lato del mondo spirituale? O vengono dalla mente, da elaborazioni mentali a partire da elementi del subcosciente, da compensazioni, da proiezioni, etc.? Nella new age questo sistema auto-referenziale che nega l’aspetto negativo di certe dimensioni spirituali (non esiste niente di male), che non riconosce la potenza del subconscio, che crede che le buone intenzioni e la buona volontà siano sufficienti, è potenzialmente molo tossico e pericoloso. Poter bere ayahuasca senza nessuna autorità sopra, senza esigenze di controllo e accompagnamento, elaborando i rituali secondo l’estetica o la sensibilità di ognuno, risponde a una ansia di “libertà” che in realtà è una forma di capriccio infantile, una forma di reazione al presunto patriarcato della società occidentale (che credo in realtà sia un matriarcato dissimulato).

Detto in altre parole è una reazione a un’autorità maschile mal compresa, vista come autorità, dura, senza affetto, esigente, mai soddisfatta, e non è da meravigliarsi in una società che manca di veri padri benevoli, fermi però generosi e protettivi, pazienti, capaci di capire e perdonare.

Quindi dal mio punto di vista tutto questo passa per una ridefinizione di cosa è la libertà, la paternità (spirituale), e dalla determinazione di criteri di discernimento a proposito del materiale che sorge in sessioni di ayahuasca, in cui la esperienza delle tradizioni spirituali potrebbe essere di grande aiuto.

Dr. Jacques Mabit, Centro Takiwasi”

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