Riflessioni di un curandero su marijuana e ayahuasca

FONTE: https://veilofreality.com/2014/04/23/reflections-on-ayahuasca-psychedelics-marijuana-and-a-critical-look-at-the-psychedelic-movement/

Nel Dicembre del 2013 ho visitato la giungla peruviana con due dei miei migliori amici. Passare il tempo lontano dalla civiltà moderna, nella giungla profonda, è stato ottimo per la guarigione da una parte, ma è anche servito ad aprirmi gli occhi dall’altra. È la quarta volta che visito il Perú. La visita precedente è stata nel 2007. La ponerizzazione della società ha raggiunto fin gli angoli piú remoti del pianeta, dove il virus del “progresso moderno” ha infettato la vita di tutti i giorni delle culture indigene.

Nel nostro mondo l’ayahuasca è più che altro vista come una bevanda magico-spirituale che – al di là di alcuni effetti purganti e di disagio psico/fisico che ne consegue – ha presumibilmente solo effetti positivi. Questo non è interamente vero. Nel mondo moderno, ci sono stati casi di abusi sessuali durante le cerimonie, e delle persone sono anche morte durante le cerimonie. L’anno scorso un turista britannico, diciannovenne, è stato trovato abbandonato morto in una remota strada Colombiana dopo aver partecipato a una cerimonia di ayahuasca che è finita male.

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Mentre in Perù è “di casa“, qui nella costa ovest degli USA, l’aya è diventata un business lucrativo. Conosco alcuni “sciamani” che prendono 250 $ a persona, con 50-70 persone a cerimonia… (fate voi i conti)… senza essere passati attraverso il noioso e lungo processo di iniziazione e apprendistato necessario per diventare un ayahuasquero. L’ayahuasca sta diventando sempre più popolare: oggi giorno si può persino ordinare su Amazon. 12 anni fa ricordo a malapena qualcuno che ne avesse mai sentito parlare, adesso ricevo regolarmente inviti per partecipare a cerimonie qui dove vivo, ma qualcosa non mi quadra a proposito di molte di queste cerimonie, con troppe bandiere attaccate ai gruppi coinvolti.

Sfortunatamente ci sono molte persone che vogliono disperatamente provarla a causa della sua fama, e il loro pensiero critico va a farsi benedire, insieme alla loro intuizione. Le proiezioni e le aspettative fanno il loro effetto, e i curanderi sono visti come guru, sono messi su un piedistallo – con tutti i problemi di transfert che ne conseguono. Alcuni sciamani si approfittano di questo, allo stesso modo dei patologici Guru indiani e degli abusi legati a quel mondo… cultura differente, stessa storia.

Ho cercato di liberarmi dal romanticismo cieco che mi portavo dietro la prima volta che ho viaggiato in Perù molti anni fa. Quello che vedo oggi non è un bel quadro – infatti peggiora di anno in anno. Tuttavia non voglio buttare il neonato nello sciacquone. C’è molta bellezza qui, con curanderi meravigliosi che vivono nella giungla o nelle Ande e che possiedono straordinarie conoscenze.

Il nostro gruppo è stato bene, con cerimonie di guarigione e di grandi comprensioni. Ma non è un lavoro semplice in nessun senso, e certamente non per tutti. E non è neanche una pozione magica, e il lavoro non si ferma mai – con o senza ayahuasca. E’ solo un altro strumento, e come qualsiasi strumento può essere usato bene o male… e molte tragedie accadono per ignoranza e per correre dietro a pie illusioni.

L’ayahuasca e le altre piante medicinali possono aiutare molte persone (specialmente riguardo le dipendenze e i traumi) ma è importante combinare tutto ciò con la psicoterapia, altri lavori psico-corporei, ed un serio lavoro su di se “da sobri”. Il Dr. Gabor Maté, autore di “Il regno dei fantasmi affamati: incontri ravvicinati con le dipendenze”, parla del suo punto di vista sul potenziale di cura dell’ayahuasca:

<<Allo stesso tempo, queste sostanze possono aprire porte nella psiche, portando traumi soppressi alla coscienza, il che può rendere le cose persino peggiori, e potrebbe essere troppo per la persona da affrontare. E’ un potenziale “meccanismo di supporto alla guarigione” che può paradossalmente essere peggiorativo per qualcuno. Questo è il motivo per cui la terapia psico-spirituale deve essere parte del processo, nella mia opinione. Molte volte, solo questo è abbastanza per creare profonde e durature trasformazioni, senza aver preso ayahuasca o altre sostanza, se uno è sincero e si abbandona al processo di guarigione psico-spirituale.>>

Curare i traumi, le dipendenze, e le ferite della fanciullezza, con cui tutti abbiamo combattuto e stiamo combattendo con varie gradazioni, è un processo che ha bisogno del suo tempo, e cercare di accelerarlo con le sostanze psichedeliche può a volte rendere le cose peggiori piuttosto che migliorarle. E’ anche un sintomo della nostra cultura della gratificazione fast-food e istantanea, riparare il più in fretta possibile con il minimo sforzo e lavoro, e questo per molte persone, è ciò che li attrae verso gli psichedelici.

Spesso, usare queste sostanze diventa un’altra strategia per tamponare ed evitare il problema. Guardando indietro alla mia esperienza, ho dovuto prendere atto che mi stavo sovra-stimando e mentivo a me stesso riguardo il mio processo di guarigione a vari livelli. Come molti altri, ero affascinato dall’esperienza di picco, e evitavo la psicologia più profonda e il lavoro su me stesso sincero, senza l’uso di queste sostanze. Questo si ricollega anche al fenomeno del “bypass spirituale” di cui ho già scritto in passato.

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La marijuana

medicinal cannabis

A proposito di “bypass”, una delle rivelazioni che mi ha fatto il curandero dopo la seconda cerimonia è che avevo un blocco energetico nell’area del mio plesso solare per un residuo dovuto all’uso prolungato di marijuana. Ha detto che era relazionato a qualcosa di molto tempo fa che ancora aveva effetti. Quando avevo vent’anni di sicuro fumavo molto, ed è interessante che lui abbia visto questo blocco, perché nei due anni passati ho fumato pesantemente, anche standone completamente lontano per più di un anno, ma ho anche fumato di nuovo qui e di nuovo ancora. Lui disse che aveva lavorato in una delle cerimonie e mi aveva aiutato a rilasciare questo blocco, ed ho sentito un cambiamento in me.
Ho dovuto ammettere che stavo mentendo a me stesso a proposito dell’uso di cannabis, dicendomi che la usavo “responsabilmente”, per “propositi medicinali”. Per esempio fumavo un po’ prima di fare yoga o altri lavori corporali, perché mi aiutava ad entrare più in contatto col mio corpo, ma sentivo anche che qualcosa non andava bene, e che infatti la usavo più come una stampella. Inoltre, quando mi sentivo depresso o solo “giù”, fumavo per alzare il mio umore. A volte mi aiutava a lavorare su ciò che emergeva; ma, difficile da ammettere, avevo più crisi emozionali quando me ne stavo faccia a faccia con un problema invece di bypassarlo fumando marijuana.
Quello che disse il curandero non fu certo una sorpresa, ma piuttosto un necessario promemoria di ciò che avevo pensato al riguardo per un po’: come la marijana può essere abusata, e le sue conseguenza negative, specialmente verso il corpo energetico. Con tutto il focus sugli aspetti positivi di questa pianta e sulle sue proprietà curative, l’altro lato del suo possibile abuso difficilmente viene esaminato. Molte ricerche inoltre si riferiscono ai benefici fisici, indicando che non ci sono pericoli fisici (all’opposto che l’achool, per esempio). Basandosi su queste ricerche, c’è un gran focus sulla legalizzazione della marijuana, con tutto il conseguenze fiorire di farmacie dove tu devi solo pagare un po’ per avere in prescrizione la “marijuana medicinale”, per poter fumare “legalmente”.
Ma quanti veramente usano la cannabis solo per curare serie condizioni patologiche in maniera cosciente? Quanto mentiamo a noi stessi riguardo a questo punto? Siamo dipendenti in realtà? Io penso che l’aspetto della dipendenza da marijuana è anche ignorato in molti modi, in particolare la dipendenza psicologica, e quanto male fa all’energia del corpo. Naturalmente, i “problemi energetici” sono difficili da provare attraverso la scienza convenzionale.

Quando la medicina diventa abuso?

Per essere chiari, sono per la decriminalizzazione e la legalizzazione della marijuana. E’ una cosa che riguarda la libertà personale e la libertà di scelta, ma tutta questa idea dell’uso “medicinale” mi sembra un po’ contorta. Molti dottori con licenza di prescrivere marijuana, di fatto la prescrivono a chiunque glielo chieda. Ma considerando che è una “prescrizione”, nessuno in realtà ti dice come usarla, quando e quanto. Semplicemente ti viene data una card, che è praticamente un ticket omaggio per un negozio di dolci. Aiutati: fuma o mangia quanto vuoi, quando vuoi. Sembra un po’ irresponsabile per me.
Tuttavia anche qui non voglio gettare il neonato con l’acqua sporca. Penso che gli aspetti positivi della marijuana siano stati provati a sufficienza, e possiamo citare molti casi in cui è così, nelle nostre vite e nelle vite degli altri. Il neonato è ben protetto, non sarà gettato nello sciacquone. La mia intenzione è di fare un punto critico all’altro aspetto, che sembra ignorato e rifiutato, rispetto a come tendiamo a mentire a noi stessi riguardo alla marijuana.
Osservare l’apparenza e il comportamento di alcuni miei amici che sono consumatori quotidiani di marijuana da anni (e anche decenni) mi ha anche mostrato alcune bandiere rosse, specialmente energetiche. La marijuana è più potente che mai, cosa che attualmente mi ha fatto fumare di meno – semplicemente non posso gestirne l’intensità. Ricordo che 15 anni fa, potevo fumare un’intera canna, andare fuori, ed ero praticamente di nuovo sobrio dopo due ore. Oggi, fai due tiri di qualche pianta O.G.M./Frankenstein, e resta con te per ore e ore, quasi tutto il giorno (e anche risvegliandoti con la sbornia da canna); fino al punto da sentirsi male, almeno per me, dal momento che sono diventato iper-sensibile.
Qualcuno fuma molto perché ha sviluppato una tolleranza e sono più tempo fatti che sobri, durante il giorno, non sono in grado di fare niente senza. I fumatori incalliti di erba sembrano avere questa bolla energetica intorno alla loro testa che è difficile da penetrare, e molti di loro sembrano “emotivamente ritardati”, nel senso che la loro capacità di esprimere intelligenza emozionale, profondità e regolatezza in modo sano, sembra mancare.

Conosco qualcuno cui è stato diagnosticato Stress Post Traumatico e usa l’erba per curarsi, dicendo che lo aiuta. Anche se può certamente aiutare individui in queste condizioni in certe circostanze, alcuni di loro letteralmente fumano tutto il giorno, tutti i giorni, e si vede (dal loro comportamento) che non li sta aiutando, ma li sta rendendo insensibili in un modo non sano, tenendoli lontani dal guarire il Trauma al livello delle cause.

ricreational cannabis

Un’altra cosa interessante che ha detto il curandero è stata riguardo alle piante medicinali in genere. E’ un vegetalista, e lavora con differenti piante nella giungla, non solo quelle psicoattive. Ogni pianta ha un lato positivo e uno negativo, e tutto dipende dal contesto di applicazione. Ha detto che è importante onorare veramente lo spirito di ogni pianta e la sua intelligenza, usandola responsabilmente, in modo che tu rimanga il “maestro”, e che sia tu a usare lei invece che la pianta a iniziare a “usare te”. Ha detto che c’è un “capovolgimento” nel mondo moderno riguardo alla marijuana, e che questa pianta ha effetti negativi su molte persone, manifestandosi in ogni tipo di attacchi da parte di entità o di blocchi energetici. Questo è quello che ha visto in me e che ha visto in molti altri “gringos” che sono arrivati a lavorare con lui. Ha detto che la medicina non è cibo, e non deve essere usata a scopo ricreazionale, il che ha senso, e dovrebbe essere nel buon senso comune, ma in qualche modo lo abbiamo dimenticato, specialmente riguardo alla marijuana.

Ci sono tanti articoli sui benefici della marijuana, ed è importante sottolineare questo aspetto e portarlo alla consapevolezza, ma non ho visto niente da parte dei sostenitori della marijuana che faccia riferimento al suo lato oscuro in maniera obiettiva (e non sto parlando delle persone sponsorizzate dal governo per fare la propaganda della paura). Questo anche in relazione ad altre piante di medicina e altri psichedelici in generale, dove c’è molta concentrazione sugli effetti positivi e su come hanno aiutato le persone (che è importante da sottolineare, certo), ma nessuno parla dei casi in cui queste droghe hanno fatto grandi danni.
Sembra che ci sia una grande de-contestualizzazione romantica in corso riguardo a queste piante. In qualche modo è comprensibile, perché molte di loro sono illegali in molti paesi per ragioni ridicole, quindi ognuno si concentra sugli aspetti positivi per aiutare il processo di decriminalizzazione. Ma questo può anche creare un tunnel di distorsione e illusioni riguardo a seri problemi.

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Come ho detto prima, la mia intenzione con questo articolo non è di gettare il neonato nello sciacquone, quando si parla di piante medicinali, ma di affrontare il loro lato oscuro, di cui non si parla molto oggi giorno. C’è una “guerra spirituale” a un livello non fisico, e questa guerra viene combattuta attraverso di noi, quindi capire l’aspetto iperdimensionale della realtà è la chiave, non solo relativamente agli psichedelici e alle piante medicinali. Il lavoro richiesto per “svegliarci” non è un cammino facile a volte. Ci sono molte trappole, distrazioni e tentazioni che tentano di distrarci per portarci lontani da noi stessi.

2 commenti

  1. Grazie per queste informazioni importanti. Sono parole che aiutano a vedere dall altro la questione! Buon lavoro!

    1. Grazie a te! Ci fa piacere sapere che il nostro lavoro è utile a qualcuno. Un abbraccio!

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