Le 18 regole per un uso responsabile dell’Ayahuasca – secondo l’ADF Fund

Abbiamo tradotto i 18 criteri in base ai quali l’ADF Fund (Il Fondo per la Difesa dell’Ayahuasca) decide se un un gruppo o individuo siano o meno eleggibili a ricevere il loro supporto, nel caso in cui si trovino nei pasticci con la legge per colpa dell’ayahuasca.

Dato che il fondo ha ricevuto ad oggi qualcosa come 90.000 euro di fondi da parte di tutta la comunità internazionale ayahuasquera, significa che questi criteri sono ampiamente condivisi.

Questo è buono, perché in verità sono abbastanza restrittivi, questo significa che gli ayahuasqueri nel mondo hanno una coscienza! 😉 ..anche se io avrei dato molta maggiore enfasi sulla preparazione dei ‘facilitatori‘ o ‘professionisti‘ che offrono l’ayahuasca, come vengono definiti qui, e sul carattere sacro/rituale della cerimonia.

Ad ogni modo è importante leggerli ed essere informati su quali siano, perché queste sono, secondo la comunità ayahuasquera internazionale, le basi minime di un utilizzo etico e responsabile dell’ayahuasca (e oserei dire qualsiasi altro preparato vegetale/animale non convenzionale, visto che ultimamente hanno appoggiato un caso per detenzione di foglie di coca, e dato che nei 18 criteri è sempre scritto ‘o altre piante’)

Per i facilitatori è importante leggerli per due motivi:

  1. se poi ci trovassimo nei guai con la legge, se non rientriamo in questi standard, ce la vediamo da soli
  2. per avere un orientamento e per riflettere, perché magari ci sono punti a cui non avevamo mai pensato, e si può sempre migliorare, sempre che il nostro intento sia quello di ‘fare le cose per bene

Per i fruitori o potenziali tali è importante confrontare l’ambiente in cui partecipiamo a cerimonie con questi criteri, per vedere quanto i nostri facilitatori ‘sono responsabili’, eventualmente chiedere chiarimenti e adeguamenti, o anche rivolgerci altrove.

Confesso che non sono d’accordo con tutti i punti. Anzi, mi piacerebbe aprire un bel dibattito e sentire le vostre critiche e i vostri suggerimenti.

 

CRITERI di ELEGGIBILITA’ ADF

  1. Sforzo del facilitatore a non creare danni

Lo sforzo del facilitatore nel non creare danni, né in forma cosciente né attraverso indifferenza, negligenza o irresponsabilità. Riconoscendo la possibilità sempre presente di possibili incidenti o errori intrinsechi alla complessa condizione umana, evitare il danno fisico, spirituale o psicologico dei partecipanti. Rispettare e accudire in maniera sincera le persone, le piante e gli animali con cui si lavora.

  1. Impegno per il benessere dei partecipanti

Assumersi come impegno primario e supremo il benessere fisico, spirituale e psicologico dei partecipanti. Lavorare in maniera onesta, sempre provvedendo al più alto livello di servizio di cui si sia capaci, senza mai trascurare la sicurezza e la protezione dei partecipanti. Appoggiare i partecipanti per massimizzare i benefici della loro esperienza attraverso una adeguata preparazione, supervisione, integrazione posteriore e sorveglianza continua.

  1. Rimanere nei limiti della propria preparazione ed esperienza

Non sviluppare mai attività che vanno oltre i limiti della propria formazione, esperienza e competenza. Assicurarsi di conoscere i rischi e le responsabilità di qualsiasi processo portato a termine e di tutto il servizio offerto. Cercare l’appoggio necessario ad assicurare i servizi promessi al partecipante. Ampliare in maniera continua la formazione personale e professionale, incrementando i livelli di conoscenza come parte importante del lavoro con le piante maestre. Questo include mantenere una relazione costante con qualcuna delle tradizioni da cui queste piante hanno avuto origine, per ricevere educazione e istruzione continua. Rispondere in forma onesta e trasparente alle domande relative alla propria esperienza e formazione e, nel caso, riportare informazioni vere sulla metodologia, efficacia e limitazioni della pratica.

  1. Interazione e valutazione di partecipanti    

Comunicazione e connessione con i partecipanti prima che provino i servizi, riconoscendo che possono avere un impatto a livello mentale, spirituale, psicologico, fisico e del comportamento. Dedicare le energie e l’impegno necessario per portare a termine un contatto genuino, empatico e interpersonale con ognuno dei partecipanti. Realizzare una valutazione dei partecipanti, che permetta almeno di conoscere le loro condizioni fisiche e mentali in anticipo, come anche l’assunzione di qualsiasi medicina che possa essere incompatibile con i servizi offerti.

  1. Integrità delle pratiche in cui si utilizza l’ayahuasca

Difendere l’onore e l’integrità delle pratiche che implicano l’utilizzo dell’ayahuasca o di altre piante maestre, facendo il possibile per minimizzare i danni che qualsiasi partecipante possa subire a causa della complessità e della portata eccezionali dell’interazione uomo-pianta. Se il facilitatore è cosciente di qualsiasi pericolo imminente o di maltrattamenti verso qualcuno, deve immediatamente prendere le misure appropriate per prevenire o minimizzare i danni che potrebbero accadere.

  1. Informazione e consenso

Assumersi la responsabilità di dare un’informazione vera ed esaustiva ai partecipanti sulla natura, i benefici, i rischi e le limitazioni dei servizi resi. Incoraggiare i partecipanti ad essere esigenti e a fare domande. Far conoscere, quando sia appropriato e di aiuto per il partecipante, opzioni alternative o competitive. Assicurarsi che i partecipanti comprendano perfettamente i rischi e le limitazioni dei servizi, così come contare su un consenso volontario per qualsiasi servizio prestato. In caso di partecipazione alla cerimonia di un minore di età, sollecitare sempre il consenso di ambo i genitori per iscritto. Anche se in diverse culture la partecipazione ai minori di età è legittima, in altri contesti questo può essere molto controverso ed avere complicazioni legali.

  1. Onorari ragionevoli e onesti

Essere onesti e franchi sulle tariffe che si applicano ai servizi. Qualsiasi onorario deve essere giusto e ragionevole rispetto al servizio prestato. Mantenere l’accordo finanziario e il contratto fatto con i partecipanti. Mai chiedere un pagamento per un lavoro del quale non si è esperti, e in nessun caso chiedere denaro o altra forma di compensazione durante una sessione o immediatamente dopo, quando il partecipante è vulnerabile perché in uno stato di coscienza espanso.

  1. Qualità dei servizi prestati

Offrire ai partecipanti i servizi promessi, facendo attenzione ai dettagli essenziali dell’organizzazione, incluso la preparazione dei partecipanti. Predisporre, in caso di necessità, l’appoggio di personale qualificato e di fiducia nella maniera adeguata all’attività pianificata e al numero di partecipanti programmato. Organizzare lo spazio fisico così come anche cibo, bevande e alloggio che si sono promessi, assicurando la sufficiente qualità, comodità e sicurezza secondo le necessità reali dei partecipanti e del processo programmato. Comunicare in forma chiara ciò che sarà offerto e ciò che invece i partecipanti dovranno portare con sé per avere un’esperienza di qualità.

  1. Conoscenza dei componenti della preparazione vegetale

Conoscere l’origine, il contenuto e, per quanto possibile, la composizione di qualsiasi preparato vegetale che si offra. Fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per assicurare la qualità, la consistenza e la sicurezza della preparazione. Sempre informare in maniera trasparente i partecipanti sui componenti, ingredienti e composizione di ciò che il facilitatore sta offrendo. Servire quantità che siano ragionevoli in accordo alle circostanze particolari di ogni partecipante.

  1. Sicurezza e protocolli di emergenza

Compromettersi per proteggere la sicurezza dei partecipanti e cercare aiuto esterno se fosse necessario. Essere preparati di fronte alla possibile necessità di trasferire il partecipante a professionisti di altre discipline se la sua sicurezza lo richiedesse. In caso di incidenti gravi, o di morte, informare in maniera diligente ed esaustiva la famiglia, come anche offrire la piena collaborazione alle autorità.

  1. Rispetto e confidenzialità

Rispettare la confidenzialità. Impegnarsi a non divulgare l’identità di partecipanti quando si analizzino o discutano casi con terze persone. Proteggere la privacy, eccetto se la divulgazione di questa informazione abbia una finalità costruttiva e confidenziale, con il proposito di far avanzare la conoscenza in questo ambito, migliorare il trattamento e la cura dei partecipanti, o coordinare il suo passaggio ad un altro professionista. Il venir meno alle promesse di confidenzialità può avere una giustificazione di senso comune per prevenire crimini o incidenti di gravità, o quando si debba dichiarare o testimoniare davanti al sistema giudiziario-

  1. Rispetto per l’integrità

Mai commettere abusi o molestie sessuali, spirituali, fisiche o psicologiche su un partecipante. Astenersi dall’avere relazioni sessuali, anche se siano consenzienti, con partecipanti recenti o attuali, né tantomeno con i loro compagni, figli, familiari o amici stretti. Dato l’inerente squilibrio di potere tra il facilitatore e il partecipante, il consenso non può essere assunto come certo, incluso nei casi in cui sia il partecipante che faccia il primo passo. In caso di interazione sessuale o amorosa, lasciare passare un periodo di almeno sei mesi dalla fine della relazione facilitatore-partecipante, prima di iniziare una relazione romantica. E’ responsabilità del facilitatore rispettare questo criterio e informare i partecipanti di questo principio etico.

  1. Non sfruttare economicamente

Mai sfruttare economicamente un partecipante, né approfittarsi dello stato di suggestione in cui possa trovarsi per offrirgli nessun tipo di accordo o relazione finanziaria, oltre a quella già negoziata in forma trasparente e in anticipo con i partecipanti alla cerimonia (in caso in cui ci sia un compenso economico). Garantire che gli interscambi finanziari e le relazioni non abbiano carattere di sfruttamento, e che non si ottenga profitto dal lavoro con queste piante, considerate sacre da molte persone. Astenersi dall’iniziare affari o attività economiche e commerciali con un partecipante attuale o recente, lasciando passare almeno sei mesi dalla fine della relazione facilitatore-partecipante.

  1. Evitare l’approccio messianico

Mai approfittarsi della bonarietà e della posizione naturalmente indifesa degli stati alterati di coscienza, della crescita personale o della guarigione del partecipante. Mai sfruttare lo stupore e il rispetto spesso associato con il risveglio spirituale, né la paura, la dipendenza o la solitudine che la persona potrebbe sentire o rivelare. Mai adottare né fomentare una narrativa eroica o messianica del facilitatore, né presentarsi come qualcuno che non si è.

  1. Realizzare questo lavoro per il bene dell’umanità e del pianeta.

Realizzare questo lavoro per il bene dell’umanità e del pianeta. Rispettando la nostra evoluzione e storia che ci ha portato così lontano e sforzandoci di proteggere l’onore dell’ayahuasca e di altre piante maestre, così come dei suoi praticanti, a beneficio delle generazioni future. Sforzarsi di potare a termine una pratica sostenibile, lavorando con rispetto verso la diversità della vita e dello spirito che sono alla base dell’esistenza umana.

  1. Pubblicità e proselitismo

I facilitatori devono impegnarsi a evitare la pubblicità e il proselitismo delle proprie sessioni, e dell’utilizzazione dell’ayahuasca e di altre piante maestre, nelle reti sociali e nei mezzi di comunicazione. L’informazione rilevante deve essere fornita in maniera sensibile e responsabile, evitando di parlare in nome di altre organizzazioni o di presentarsi come rappresentanti di linee indigene senza essere in possesso dell’accredito corrispondente.

  1. Pagamento delle tasse

Nella misura in cui esistano transazioni finanziarie, e a seconda delle leggi del paese dove le attività vengono svolte, il pagamento delle rispettive tasse può essere richiesto. I facilitatori devono essere in regola con queste obbligazioni legali e non considerare di essere esenti perché il proprio lavoro è di tipo religioso o benefico. Gli ingressi provenienti da questo tipo di lavoro sono considerati soggetti a imposta da parte dello Stato, e non adempiere alle obbligazioni tributarie è una via che le autorità hanno utilizzato comunemente per perseguitare le persone che lavorano con le piante maestre.

  1. Compensare la fonte della conoscenza

Riconoscere l’importanza di chi ha fatto tesoro della conoscenza delle piante sacre nel corso dei millenni, che ci permette di beneficiare di questo privilegio nel momento attuale. In questo senso animiamo le persone delle zone industrializzate dell’emisfero nord a contribuire in maniera significativa e collaborativa con le necessità delle comunità da cui si ottengono le piante o i preparati vegetali.

 

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