Yagé, il potere degli sciamani: uomini che sussurrano agli Dei

Che succede se viviamo in un mondo di spiriti che ci parlano e ci guardano, però siamo sordi e ciechi?

FONTE:http://www.bluradio.com/129531/yage-el-poder-de-los-chamanes-hombres-que-susurran-los-diose

Di Redazione Ayainfo

Da pochi secoli la nuova verità è la scienza, grazie alla quale al giorno d’oggi l’uomo domina la Terra, senza comprendere l’anima del pianeta.

Così, in pieno secolo XXI, lo sciamanesimo sopravvive in qualche regione della Colombia e nel mondo. Uomini che mantengono vivi i costumi, le pratiche e le credenze indigene, che capiscono l’anima delle piante: gli uomini che sussurrano agli Dei.

Quando muore uno sciamano dell’Amazzonia, se non ha trasmesso la sua conoscenza sull’uso delle erbe, si perde l’equivalente di tutta un’enciclopedia di etnobotanica: un dato rilevante tenendo conto che il 25% di tutte le medicine del mondo hanno principi attivi estratti direttamente dalle piante dell’Amazzonia.

Il taita Fingia, originario del Putumayo, ha visitato la cabina di Luna Blu per spiegare la sua visione del mondo, e rivelare dettagli dello sciamanesimo del suo paese.

“Sono cresciuto nella foresta, ho appreso da quando avevo 8 anni a bere lo yagé. Mio padre e i miei nonni mi hanno detto che lo dovevo ricevere per essere una persona saggia nel futuro; che fossi diventato un cacciatore o un pescatore o qualsiasi altra cosa. Dopo aver ricevuto il primo yagé, ho sentito la forza della Madre Terra e la forza dello Yagé”, così Fingia ha iniziato il viaggio che lo avrebbe portato a convertirsi in uno sciamano e successivamente in un taita.

Per comunicare con gli spiriti della natura, racconta che prima di tutto si deve apprendere dai più anziani “rispettare i taita è tutto, lo yagé ha molto a che fare con il rispetto, con lui curiamo la nostra gente, abbiamo cura del nostro popolo e sappiamo cosa stà passando nella nostra terra”.

Più di 70 culture amazzoniche conoscono lo yagé come la base sacra della loro religione. Basicamente, la bevanda è fatta dalla liana ayahuasca più le foglie di chacruna. La mescolanza delle due provoca la disponibilità della Dimetiltriptamina (DMT), l’allucinogeno più potente che esiste.

Il buon uso dello yagé:

“Lo yagé è sacro, bisogna rispettarlo, è la chioma di Dio. Dicono i miei superiori, la mia gente, che è stato seminato da Dio che disse ‘chi berrà questo yagé sarà saggio, potrà curare il suo popolo, curare con le piante’. Quando voi ricevete lo yagé non dovete venire con desiderio di sperimentare, di provare, ma con il rispetto, per sentire la forza dello spirito dello yagé e degli antenati che ti curano”.

Il taita Fingia spiega che al momento di preparare lo yagé non ci devono essere “donne con la luna (ciclo mestruale), donne incinte, cani, bambini, niente, nel posto dove si va a cucinare. Ci devono essere solo due o tre persone a farlo, affinché lo spirito arrivi bene per curare”.

Due tipo di spiriti: 

Ci sono spiriti cattivi e spiriti buoni, mio zio ha 101 anni; lui mi ha detto che ci sono, che li ha visti. Spiriti che con lo yagé ti insegnano a essere cattivo, altri spiriti che ti insegnano a curare. Se lo fai male ci sono delle conseguenze, è come tutto”.

Questi insegnamenti li ha imparati da un curaca, “un uomo che parla per mezzo dei suoi sogni, guarda la sua anima per mezzo dei suoi sogni”.

Redazione Ayainfo

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