L’ayahuasca è a rischio di estinzione?

Divenuta popolare come droga psichedelica, una bevanda medicinale degli indigeni dell’Amazzonia ricavata dalla liana ayahuasca, è a rischio di estinzione a causa dell’alta richiesta e della commercializzazione indiscriminata.

Riuniti in Ottobre nella città di Rio Branco, capitale dello stato dell’Acre (Brasile) per la seconda Conferenza Mondiale sull’Ayahuasca, i centri tradizionali che proteggono le forme ancestrali di assunzione della cosiddetta ‘medicina’, avvertono che “dopo decadi di sfruttamento predatorio delle due specie di piante che servono per fare l’ayahuasca, il rischio per la foresta pluviale Amazzonica è evidente.”

Un report dalla conferenza evidenzia che una delle piante che si usano per ottenere il decotto, la Banisteriopsis caapi, è “a rischio di sparizione, dato che è quasi impossibile da coltivare. Negli anni recenti ha triplicato il suo costo, attualmente è arrivato a 250$ al litro.”
Pericoli della logica del capitalismo.

L’Ayahuasca, o yagé, è un decotto preparato con due piante: la liana ayahuasca (Banisteriopsis caapi) e un arbusto chiamato chacruna (Psychotria viridis), che contiene un allucinogeno chiamato dimetiltriptamina (DMT).

I centri tradizionali che lavorano per conservare l’eredità associata con l’ayahuasca, avvertono quelli che vogliono brevettare il rituale per introdurvi una logica capitalistica. Avvertono che questo può solo far diventare il decotto pericoloso e mettere a rischio il suo stesso potere curativo.

Citando una lettera dell’inizio degli anni ’90, ricordano gli utenti che “solo l’esclusivo uso di ayahuasca e acqua, senza nessuna aggiunta o combinazione di alcuna sorta”, come anche “nessuna forma di commercializazzione”, sono autorizzati.

Moisés Pianko, un membro di una tribù del nord del Brasile, gli Ashaninka, ha dichiarato che “l’arte sacra degli Indiani è stata trasformata in intrattenimento… l’Ayahuasca non è un gioco. L’uomo bianco vuole brevettare il nostro rituale, usarlo per fare i soldi, ma il mondo spirituale non è in vendita.

Analizzando in special modo il caso peruviano, il ricercatore Carlos Suárez ha constatato che ci sono attualmente circa 40 “centri terapeutici nel mondo” specializzati in ayahuasca. “Questi centri accolgono più di 4.000 persone all’anno e fanno pagare fino a 400 dollari per notte. Alcuni offrono anche bagni di fango, sessioni di yoga ed escursioni a Machu Picchu.

Una delle più grandi paure è che “l’eccessivo uso di ayahuasca”, e la sua conseguente mercificazione, porteranno la pianta ad essere “percepita come un rischio”, con il conseguente pericolo che sia bannata o controllata dalle industrie farmaceutiche, come è già accaduto con altre piante.

Ernesto J. Navarro

TRADOTTO DALL'ORIGINALE: https://www.facebook.com/groups/ayahuascaworld/permalink/10154185552839013/
Redazione Ayainfo

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